giovedì 13 novembre 2014

Vivere in anticipo e raccontare in differita


Chi segue questo blog dovrebbe aver capito dalla lunga assenza che il tempo che prima dedicavo a raccontare fatti, suggestioni, minuzie e fanfarucole in questo spazio virtuale è finito.
In realtà non è proprio finito ma necessita una regolata di lancette.
Se prima in tempo (quasi) reale potevo condividere nel web le esperienze della mia famiglia ora non posso più farlo. Gli impegni sono davvero tanti, pressanti e non rimandabili e le questioni che ultimamente mi trovo ad affrontare non possono essere delegate: vanno affrontate e si lavora praticamente sull'emergenza.
Ma le oasi di pace familiare, le attività con le bambine, i libri e tutti i miei interessi sono parte normale del mio quotidiano. Sono solo difficili da organizzare e raccontare.
Proprio questo mi sta succedendo: per poter gestire la mia vita devo giocare d'anticipo e programmare tutto al millesimo pena la rinuncia totale al tempo dedicato alla famiglia e alla mia persona.
Dovrò poi raccontare in differita. Quando il tempo sarà bastevole per organizzare immagini e scrivere testi... 
Rimarrà in mezzo un non-tempo. Quello della vita.

3 commenti:

  1. Mi ritrovo in quello che scrivi; anche io devo scrivere e raccontare in differita. Più che un diario per ricordare i fatti di oggi un diario per ricordare e raccogliere riflessioni.
    Irrinunciabile per ritagliare un piccolo spazio mio in mezzo ai mille impegni e alle mille incombenze quotidiane, ma secondario rispetto a tanti altri aspetti della mia - pur banale - vita.
    Claudette

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    1. Cara Claudette! Non ci sono vite banali.
      Mi piace l'idea dello scrivere per ricordare... pensavo fosse un limite invece è un altro modo di vedere quello che ci succede e fissarlo. Grazie per lo spunto :-)

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  2. ti capisco perfettamente... io non aggiorno il blog da 4 mesi...! anch'io perennemente in differita!
    ma noi ti leggiamo sempre volentieri, a prescindere dalla diretta o dalla differita
    un abbraccio

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