domenica 29 aprile 2012

L'urna contro il mal di testa


Milano, metà del Trecento, Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano, soffriva. Soffriva di un costante e fastidioso mal di testa. Aveva consultato medici, aveva pregato tanto ma niente. Il mal di testa non passava.
Poi un giorno ebbe l'illuminazione: l'origine del suo dolore non poteva che essere quello...
Non aveva resistito, aveva profanato il corpo di san Pietro Martire che un centinaio di anni prima era stato assassinato con un colpo di scure che gli aveva quasi mozzato il capo. Quando tempo prima il corpo del santo aveva finalmente trovato riposo nell'urna fatta dal Balduccio in Sant'Eustorgio, ne aveva spiccato il capo e lo aveva portato a casa propria. Per devozione.
Il capo di san Pietro fu subito riportato accanto al corpo del martire. E il mal di testa passò in un lampo.
La notizia della guarigione fece il giro della città e i milanesi acclamarono san Pietro Martire loro personale protettore dalle emicranie.
I resti del santo riposano nella Cappella Portinari ed ancora oggi, il 29 aprile, festa di san Pietro Martire, i milanesi chiedono l'esenzione dal mal di testa toccando l'arca che contiene il corpo o procurandosi panni che siano stai messi a contatto con il vetro che contiene la testa del santo.
Oggi è il 29 aprile. Fateci un pensierino.

Foto qui
La leggenda da Leggende e storie milanesi di Laura Maragnani e Franco Fava, ed. Meravigli.

mercoledì 25 aprile 2012

Quando cessarono gli spari

25 aprile, Festa della Liberazione. E allora festeggiamo leggendo questo libro di Giovanni Pesce che di quei giorni è stato attore e protagonista.

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Perché gli spari sono cessati ma la necessità di raccontarli no.
A noi che non c'eravamo e alle nuove generazioni che se ne sentono così distanti.

domenica 22 aprile 2012

Earth Day 2012: facciamo pulizia



Ci siamo. Dopo mesi di studio, di approfondimento, di ricerca la nostra famiglia è lieta di annunciare, in occasione della Giornata mondiale della Terra (Earth Day) che faremo finalmente le pulizie di primavera.
Gli ultimi flaconi di detersivi industriali non ecologici che abbiamo in casa stanno finendo.
Abbiamo consumato pian piano i detersivi usandoli per tutto e con dosi più che dimezzate e da domani non ne acquisteremo più.
Da ora in poi utilizzeremo prodotti ecologici fai da te o di marche sicure.
I nostri alleati saranno aceto, bicarbonato, limone, olii essenziali, sapone (autoprodotto?) e poco altro.
Questo è un altro passo del cammino della nostra famiglia verso una comportamento più attento alla nostra terra.

Siamo in tantissimi a festeggiare oggi

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lunedì 16 aprile 2012

Calzino? No. Cavalluccio fai da te!

Quando per Natale abbiamo deciso di regalare alle bambine una cucina giocattolo ed abbiamo chiesto a nonni e zii i complementi (piatti, bicchieri e felt food) ci siamo domandati se non fosse il caso di fare anche un altro regalo a ciascuna per diversificare e perché avessero almeno un pacchetto a testa personalizzato. L'idea era comunque di far noi, se possibile, i giocattoli.
Suggerimenti e qualche soluzione fai da te le ho trovate girovagando in rete. 
A Tecla abbiamo acquistato e regalato una ruspa di legno (per il momento inarrivabile per le mie capacità di bricoleur).
Ad Amelia abbiamo regalato un cavalluccio cavalcabile fatto da me in poco più di mezz'ora.
Qualche giorno fa ho accennato al paradiso dei calzini. Da anni aspettavo invano il ritorno di un calzettone di lana di Luca dei tempi degli scout (vecchissimo ma caldo e morbido). Quando ho visto in rete come fare un cavalluccio con i calzini ho pensato di dare una nuova vita a quello rimasto.

Cavalluccio cavalcabile


Occorrente
calzino di lana o cotone da uomo (meglio se di recupero)
lana da imbottitura (o ritagli di vecchi maglioni, calze o altro materiale morbido)
un bastone di scopa (o un ramo dritto di 2,5 cm di diametro)
bottoni
lana spessa
feltro o pannolenci o lana infeltrita
spago
passanti in pelle
fettuccia
colla a caldo
ago e filo
seghetto a mano per legno

Per la realizzazione ho seguito il tutorial in inglese ben fatto e molto intuitivo dell'hobby horse di Danyelle apportando alcune modifiche:
- ho utilizzato come imbottitura pura lana vergine (quella delle bambole Waldorf);
- gli occhi sono fatti con bottoni di recupero;


 - per attaccare le briglie alla cavezza ho utilizzato dei passanti in pelle di recupero;


- ho attaccato i capelli con il sistema dei nodi a bocca di lupo già utilizzato per la bambola Sofia;
- per sicurezza, oltre al sistema di legatura usato da Daynelle ho incollato la parte terminale del collo con la colla a caldo.


Voilà, è fatto!

Qualcuno potrebbe obiettare che ruspe e cavallucci non sono giocattoli adatti a delle bambine. Niente di più errato. Per consentire uno sviluppo armonico del bambino, nella scelta dei giochi da proporre, bisogna prestare attenzione non tanto al suo genere ma alla sua età. Sbagliatissimo, ad esempio e a parer mio, regalare una Barbie ad una bambina di tre anni. Ma questa è un'altra storia.
Comunque, se le vostre bambine sono più chic delle mie potete provare a fare questo Glamorous hobby horse di Charlie... ;-)

Alla prossima e... giochiamo!

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giovedì 12 aprile 2012

I passatelli ovvero come passare un pomeriggio piovoso


Mettete un pomeriggio noioso, di quelli dove non si può uscire a giocare in giardino perché piove, mettete la voglia di mangiare un piatto corroborante per stomaco e cuore, mettere la voglia di stupire la cena in settimana con un piatto che per tradizione si fa nelle feste comandate o alla domenica... Ecco allora che vengono a fagiolo i passatelli. Servono pochi ingredienti comuni, un po' olio di gomito e un pochino di tempo a disposizione, e, dimanticavo, l'attrezzo adatto.

Passatelli in brodo


Ingredienti
2 uova
2 parti di pane raffermo grattato
1 parte di Grana Padano o Parmigiano Reggiano grattuggiato
1 pizzico di cannella o noce moscata
scorza di limone grattuggiata (poca)
brodo di carne q.b.
Preparare con tutti gli ingredienti - tranne il brodo - un impasto consistente e non appiccicoso e formare una palla.
Lasciarlo riposare un po'.


Premere con forza il ferro sull'impasto in modo da creare tanti lunghi cilindretti di 6-8 centimetri di lunghezza.
Raccoglierli su un asse di legno.


Portare a bollore il brodo e lasciar cadere i passatelli. Quando affiorano sono pronti. Servire immediatamente.
Bon appétit!








Note a margine
L'impasto dev'essere compatto con una consistenza simile ad un ripieno se si usa il ferro tradizionale, più duro se si usa lo schiaccia-patate (a fori larghi).
Il riposo fa sì che i pasatelli riescano sufficientemente rugosi e consistenti da non disfarsi in cottura.
Quando si versano i passatelli nella pentola il brodo deve bollire leggermente per non romperli.
Questa è una minestra che non può attendere, bisogna mangiarla subito.

Il ferro tradizionale




mercoledì 4 aprile 2012

Pa Pa... Pasqua!


Il fresco dialogo di corteggiamento di due innamorati. Una festa per occhi e orecchie.

Ho scelto il duetto fra Papageno e Papagena de Il flauto magico di Mozart per auguravi la serenità in questi giorni di Pasqua.
A presto.