lunedì 27 febbraio 2012

Scatole? No. Cucina giocattolo fai da te

Il compleanno di Amelia è appena trascorso e mi trovo a pensare ai regali, fatti e ricevuti durante i festeggiamenti. Ho guardato la sua camera, ho fatto una cernita, ho deciso cosa dar via e cosa tenere. Sono passati solo tre anni e, per quanto io abbia cercato di limitare l'ingombro ci sono troppe cose. Molte mai guardate.
Quando è nata Amelia ci siamo fatti (noi e tutta la famiglia allargata) prendere dall'entusiasmo e l'abbiamo circondata di oggetti pensando di fare una cosa buona. Con il tempo, l'sperienza, gli spunti di mamme illuminate e ripensando alla mia infanzia molto frugale sono sparite tante cose e soprattuto è cambiato il nostro approccio al gioco e ai giochi.
I parenti mi prendono in giro quando dico che mi piacciono i giochi di legno e di materiali naturali e che è più bello un gioco imperfetto fatto con l'amore e la dedizione di un genitore o di un nonno...
Ma io imperterrita voglio andare avanti per questa strada ed offrire alle mie figlie pochi giocattoli che siano rispettosi della loro natura ed aiutarle a scoprire come si possa giocare con tutto e con niente e come gli oggetti abbiano a volte una vita alternativa.

La scorsa settimana vi ho mostrato una delle mie passioni: le scatole di legno. Negli anni ne ho conservate di tutte le misure e fogge in attesa di utilizzarle. Quando abbiamo deciso di regalare alle bambine una cucina giocattolo per Natale e soprattutto di costruirla, il mio pensiero è corso subito alle cassette grandi da vino. Ho visto in rete tanti modelli di cucine giocattolo costruite a partire da comodini e mobiletti IKEA e ho pensato che le cassette avrebbero potuto essere una buona base di partenza.
Non nascondo che ci sono volute parecchie ore per definire il progetto e molte soluzioni sono state dettate dalle difficoltà incontrate durante la realizzazione.

CUCINA GIOCATTOLO FAI DA TE


Mobiletto: cassetta di legno di recupero lasciata al naturale. Ho chiuso il mobiletto con una tendina fatta su misura con una stoffa acquistata all'IKEA. Non ho ancora fatto il ripiano interno per il quale utilizzerò il coperchio della cassetta (quando ci riuscirò?).


Forno: cassetta di legno di recupero con coperchio dipinta di smalto all'acqua rosso. Con trapano e seghetto alternativo ho praticato un foro rettangolare nel coperchio per simulare l'oblò del forno. Il vetro dello sportello è il coperchio di plastica trasparente di una scatola che conteneva dei giochi e l'ho attaccato con la colla a caldo. Per tenere chiuso lo sportello ho applicato due calamite da armadietto di recupero. La maniglia è di IKEA e l'avevo in casa a causa di un acquisto esuberante.
Mobiletto e forno, di altezze diverse, sono allineate nella parte bassa e avvitate fra loro.
I sostegni sono dei comuni sostegni per mobili in metallo acquistati in un negozio di bricolage.

Piano di lavoro: pannello di legno compensato tagliato su misura acquistato in un negozio per bricolage. Ho praticato un foro per incassare il lavandino che è un contenitore di plastica bianco per alimenti. L'ho incastrato nel foro del piano di lavoro e il bordino sporgente copre il taglio del legno. Il pannello è avvitato e incollato alla cassetta-mobiletto. I fornelli li ho acquistati al mercato.
Per chiudere lo spazio creatosi fra piano di lavoro e forno dove ho incastrato il lavandino ho tagliato due listelli di legno di recupero spessi 2,5 cm e ho creato un bordo dove ho avvitato dei pomelli di metallo IKEA per simulare le manopole di forno e fornelli.



Parete attrezzata: pannello di legno compensato tagliato su misura acquistato in un negozio per bricolage. Al pannello sono avvitate le cassette (mobiletto e forno).
La mensola è un portaspezie dell'IKEA che avevo - era della cucina della nostra prima casa - e ho attaccato una maniglia sempre di IKEA che avevo  (le confezioni sono multiple...) che funge da asta appenditutto.
Ho poi aggiunto il portaposate e lo scolapiatti sempre di IKEA.


Tempo: 20-25 ore di lavoro (compresi i tempi di asciugatura dello smalto)
Costo totale: circa 50 €
Osservazioni: il pannello posteriore sbilancia con il suo peso la cucina ma è pensata per stare appoggiata ad una parete quindi è abbastanza irrilevante.
La colla a caldo non è proprio una soluzione adatta (il "vetro" è già stato tolto) ma troverò, con il tempo un'alternativa.
Il seghetto alternativo pare abbia vita propria... a volte.

Altre cucine giocattolo fai da te:
Il post su come realizzare una cucina giocattolo che per primo mi ha incuriosito e ispirato.
Altre mamme: EnikoJencrea e Nanna Bobò, (aggiornamento) Mamma Claudia.

Post illuminanti

Questo è il primo di una serie di post dove descriverò i giocattoli che ho costruito e costruirò per le mie figlie. Fra questi giocattoli ci sono anche le bambole Waldorf e non e i piccoli gnomi di legno di cui ho già parlato.
Alla prossima e... giochiamo!

giovedì 23 febbraio 2012

Giselle o del romanticismo


Questa sera in compagnia di mia sorella Elena saremo al Teatro Smeraldo di Milano per assistere ad uno dei miei balletti preferiti, Giselle.
Romanticismo allo stato puro.
Qualche sequenza



P.S. Grazie Betta

mercoledì 22 febbraio 2012

Sette R per una vita più sostenibile: Risorsa

Eccoci al sesto appuntamento de Le sette R il mio (quasi) contest.
Questa settimana si cerca e si trova nel rifiuto una risorsa.
Perché questo succeda è necessario, prima di gettare un rifiuto porsi le domande può essere ancora utile in qualche modo? Si può riutilizzare, riciclare, trasformare anche solo in parte? La risposta è, sorprendentemente spesso, sì. Basta fare un giro in rete e si trovano i modi più disparati per recuperare funzioni da oggetti, imballaggi e scarti. Non solo funzioni puramente decorative: riciclando rifiuti si possono realizzare oggetti utili, vestiti, arredamento ecc. con un grande risparmio sia economico sia di risorse ambientali. A parer mio poi, la necessità di ridurre la produzione di rifiuti sviluppa anche risorse creative inaspettate.
Il rifiuto è quindi risorsa economica e creativa.
Con il tempo, in famiglia, abbiamo sviluppato un'attenzione particolare nel recuperare risorse anche facendo tesoro dall'esperienza delle nostre famiglie d'origine - sante nonne e donne! - e abbiamo accumulato beni, perché di questo si tratta, che si stanno dimostrando una grande risorsa.
Vi parlerò qui di uno di questi beni: i miei vecchi jeans che non entrano più e lasciano scoperte quelle parti che andrebbero nascoste. Eliminati dall'armadio durante la drastica revisione del mio guardaroba dello scorso anno non li ho buttati perché prevedevo che sarebbero tornati utili.
A ben guardare infatti i pantaloni, se non sono macchiati o consumati, forniscono una buona quantità di stoffa da poter riutilizzare. Chi ha dei figli piccoli può, ad esempio, realizzare gonne, pantaloni e altro. Il mio caso.
Visto il prezzo delle gonnelline in commercio (3 cuciture + elastico non meno di 15-20 €), ho deciso cucire alcune gonne riutilizzando i pantaloni smessi.
Le basi per partire fornite dalla vulcanica Mammafelice con le sue istruzioni semplicissime per cucire una gonna e qualche modifica ed ecco a voi la mia prima gonna di jeans riciclato.

Gonna jeans per bambine


Occorrente
un paio di vecchi jeans da adulto
filo in tinta con le cuciture dei pantaloni
elastico per mutande alto 1 cm circa
macchina da cucire

Stirare i jeans e stenderli sul piano di lavoro. Tagliare la parte finale delle gambe vicino all'orlo che solitamente è consumata. Tagliare la gamba calcolando la misura dell'altezza finale della gonna più il margine inferiore doppio (circa 2 cm) e la misura del passante più il margine (circa 4 cm). Ripetere con l'altra gamba. Si ottengono in questo modo due cilindri di stoffa. Accostare i due cilindri tenendo l'eventuale parte più larga della gamba davanti. Tagliare via la cucitura centrale interna e mettere il "cordoncino" da parte. A questo punto bisogna decidere la misura della larghezza della gonna. Calcolare circa il doppio della misura della vita. Tagliare la stoffa eccedente in misura uguale da tutte e due le pezze ottenute tenendo però 1 cm in più per la cucitura. Sorfilare i bordi nel senso della lunghezza. Unire le pezze al centro sul davanti tenendo dritto contro dritto e cucire con una cucitura dritta. Ripetere sul dietro. La gonna è ora un bel cilindro.
Per fare il bordo superiore dove andrà infilato l'elastico basta piegare la stoffa a 1/2 cm circa (in questo modo il bordo sfilacciato si troverà all'interno) e poi fare un'altra piegatura che sia sufficientemente alta per far passare l'elastico. Fermare con gli spilli. Cucire a punto dritto facendo attenzione a prendere la stoffa lungo la prima piegatura. Lasciare una piccola apertura.
Con il "cordoncino" formatosi dal taglio della cucitura centrale tagliato a misura realizzare i passanti per la cintura: 5 in tutto.
Per l'orlo con ribattitura tipico degli indumenti di jeans si piega il bordo della stoffa ad 1 cm e poi si piega ancora il bordo su se stesso di 1 cm. Fermare il tutto con degli spilli. Cucire il bordo lungo la piegatura con un punto dritto lungo quanto quelli degli altri particolari. Fare una seconda cucitura parallela lungo il bordo inferiore della gonna.
Tagliare un pezzo di elastico di misura. Con l'aiuto di una spilla da balia infilarlo nel bordo superiore e farlo scorrere. Cucire le due stremità dell'elastico e chiudere l'apertura con piccoli punti nascosti.
La gonna è pronta.

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lunedì 20 febbraio 2012

Era l'inverno




Era l'inverno, un incubatore di semi nuovi, sani, forti, irrinunciabili.


La neve si sta sciogliendo e le giornate si scaldano. La primavera sta per portare i frutti dell'inverno.

sabato 18 febbraio 2012

The jungle party. Backstage

Come per la festa del primo anno di Tecla vi voglio raccontare cosa ho realizzato per la festa dei tre anni di Amelia. Questa volta però vorrei dare delle indicazioni proprio sulla realizzazione di una festa per bambini nella speranza che possa essere utile anche a qualche altra famiglia in cerca di idee.
L'organizzazione di una festa per bambini parte dal tema (se si vuole).
Scelto il filo conduttore bisogna prevedere tutto lo svolgimento della festa dall'accoglienza ai saluti provando a immaginare  le decorazioni, l'intrattenimento, i momenti speciali della torta e dei regali in funzione dei piccoli ospiti e della loro età.
Sì, i genitori - e in generale gli adulti - sono accessori e devono essere complementari: devono aiutare, se necessario i bambini più restii ad unirsi ai giochi, o nei momenti di grande affollamento o in caso di necessità (bagno, piccoli incidenti ecc.)
Di seguito una scheda con tutto quello che è stato fatto per la festa dei tre anni di Amelia.

Welcome to the jungle. The party

TEMA: gli animali della giungla

INVITATI: 6 bambini in tutto (3-5 anni e due piccoline di 17-20 mesi), un genitore/accompagnatore per bimbo

ALLESTIMENTO
Luogo: soggiorno di casa e spazi limitrofi
I mobili spostati per creare uno spazio centrale per i giochi movimentati, eliminati i soprammobili, un tappeto grande, il tavolo-buffet, i tavolini e le sedie piccole per la merenda.
Decorazioni: cartoncino colorato, pennarello nero a punta grossa, pastelli a cera, qualche disegno trovato in rete e gli animali della giungla sono nella stanza e festeggiano con noi:
Una giraffa curiosa...


una scimmietta golosa tra le liane


com'è alto l'elefante...


il coccodrillo ha scelto il posto vicino al buffet!


Un ghepardo nascosto nell'erba alta


Merenda
Panini imbottiti, focaccia, torta allo yogurt già affettata, brownies alle noci, patatine, caramelle e da bere acqua, succo di frutta leggermente diluito, te freddo, gassosa.
Torta
Torta a forma di serpente - pitone per l'esattezza - fatta con due ciambelle alla panna tagliate e assemblate a forma di S e ricoperte di crema al burro colorata e gelatine di frutta tagliate a metà messe su tutta la coda come scaglie.


INTRATTENIMENTO
ore 16.00 Inizio della festa
ore 16.15 Gioco di accoglienza: tutti in cerchio scandiamo i nomi dei bimbi con un applauso per ogni sillaba: Mar-ghe-ri-ta...Benvenuta!
ore 16.25-16.45 Giochi non esageratamente movimentati
Suona il tamburo degli indigeni: in cerchio i bambini, uno per uno, bendati cercano di suonare un tamburo che si sposta un po'...
Cerca l'isola: quando la musica si interrompe tutti devono cercare di sedersi sui cuscini sparsi sul pavimento... ad ogni giro si toglie un cuscino e chi rimane in piedi viene eliminato :-(
ore 16.45 Lettura animata
Libro: Brian Wildsmith, Festa nella giungla: gli animali della giungla vanno alla festa del pitone che fa' loro un brutto scherzo... però grazie all'arrivo dell'elefante tutto finisce bene.
La nostra interpretazione: i bambini sono seduti sul tappeto, un adulto tiene in mano il libro aperto verso il pubblico e gira le pagine. L'animatore legge la storia - e a volte improvvisa - mentre coinvolge i bambini nelle azioni che vengono raccontate: il pitone che sale sull'albero (fare la scaletta), la iena che cammina sui meloni (un bambino sta in piedi si un piede solo mentre gli altri contano fino a venti), il ghepardo con in groppa le scimmie (un bambino a gattoni e un altro in groppa), la volpe e la ginetta che fanno la bicicletta (!) e il pellicano che mette tutti nel becco (il festeggiato che abbraccia tutti gli invitati). Quando il pitone annoiato si mangia tutti, l'animatore, che lo impersona, si mette un telo sulle spalle e si mangia tutti i bambini mettendoli sotto. Un altro adulto suonando un tamburo scandisce i passi pesanti dell'elefante e con una pestata di piedi forte forte libera tutti...
ore 17.00 Gioco ad eliminazione per lavare le mani:
Caramelle instabili: una caramella appoggiata sulla fronte dei bambini supini cerca di rimanere ferma mentre i bambini compiono delle azioni (battere le mani, toccarsi il naso con un dito, far la bicicletta...) se la caramella cade si viene eliminati e si vanno a lavare le mani.
ore 17.15-17.30 Merenda e Torta
ore 17.30 Gioco libero
ore 18.00 Termine festa (più o meno)

CORONA DELLA FESTEGGIATA
Corona in feltro rosa con testa di leone - re della foresta - e alberi in pannolenci.



FAVORS (REGALINI PER GLI OSPITI)
Sacchettini trasparenti con caramelle a forma di animali, banane, ecc. chiusi con una piccola decorazione


BIBLIOGRAFIA
Per la torta: Dolci fantasia per le feste dei tuoi bambini
Per i giochi e tante indicazioni utili: Jane Kemp - Clare Walters, Facciamo un gioco tutti insieme! 100 proposte per rendere più belle le feste di tuo figlio
Per l'animazione: Brian Wildsmith, Festa nella giungla
Per la scimmietta: Paola Caliari - Serena Mozzato, Gioca e crea gli animali con materiali di recupero





OSSERVAZIONI A MARGINE
Se credete di non essere in grado di intrattenere i vostri piccoli ospiti siete in errore: nel mio caso i bambini erano piccoli e un maggior coinvolgimento degli adulti, soprattutto nel gioco dell'accoglienza avrebbe scaldato l'ambiente un po' prima ma dopo le prime incertezze tutto è filato liscio. Bisogna tornare un po' bambini e giocare con loro. Senza aspettarsi che facciano tutto proprio come avevate pensato voi...
Durante il gioco libero bisogna prestare attenzione che tutti si divertano senza che il gioco scappi di mano.
Per la merenda scegliere cibi genuini fatti in casa è sicuramente la cosa migliore ma soprattutto se nella vita quotidiana non si mangiano "schifezze" perché non metterle nel menu? Piacciono a tutti ;-)
L'unica cosa: non mettere le caramelle subito a disposizione delle piccole dita altrimenti all'ora della merenda saranno sazi.
La scelta della torta è molto importante, soprattutto se si pensa che, dopo la merenda, i bambini non ne mangeranno... dev'essere scenografica e non troppo elaborata come gusto: panna, vaniglia, crema al burro e cioccolato ma senza esagerare. Il taglio della torta è il momento clou della festa e l'atmosfera creata può rendere questo momento davvero magico.
So che in occasione delle feste di bambini si regalano anche oggettini o altro ma io preferisco regalare caramelle. I genitori diluiranno gli zuccheri in qualche giorno e non avranno oggetti e giochini in giro per casa...

giovedì 16 febbraio 2012

Sette R per una vita più sostenibile: Risparmia

Eccoci al quinto appuntamento de Le sette R il mio (quasi) contest.
Questa settimana si risparmia.


Ho pensato e ripensato a cosa mettere in atto per risparmiare in termini di riduzione di rifiuti e alla fine le parole di Pallante che mi risuonavano nella testa hanno fugato ogni indugio. Una delle vie più efficaci per la riduzione dei rifiuti è cercare di risolvere il problema alla radice eliminando le cause della produzione dei rifiuti. E' nel momento della scelta dei beni di uso quotidiano che si deve pensare alle conseguenze sull'ambiente: questo prodotto che sto acquistando che impatto ambientale ha? Come posso ridurre gli effetti negativi della mia spesa?
Una delle risposte alla portata di ciascuno di noi è nelle pratiche di autoproduzione (DIY).
Le nostre famiglie d'origine ha una lunga tradizione di autoproduzione legate alla tradizione contadina e all'arte di arrangiarsi tipica delle famiglie non proprio ricche.
Nel nostro piccolo abbiamo cercato di mantenere queste buone abitudini e per il momento produciamo: marmellate e conserve (sciroppi, olive), yogurt, salse (maionese, ragu, pesto, besciamella), alcuni giocattoli (bambole Waldorf e giochi di legno) cominciamo a cucire qualcosa (biancheria di casa, qualche vestitino, qualche accessorio).
Per il futuro vorrei impegnarmi ancora di più. Ecco pertanto i miei obiettivi di autoproduzione per i prossimi mesi:

In cucina
pane
dado
margarina vegetale
prodotti da forno per la colazione e la merenda
burro

Cucito
abiti per le bambine
abiti per me
borse e sacchetti multiuso
ciabatte e pantofole

In casa
detersivi per la cucina e il bagno (sto studiando...)
cosmetici per la cura del corpo (qualche fondamentale... non esageriamo!)
giocattoli

E voi? Come ve la cavate con l'autoproduzione?

P.S.
Due cose: domani si risparmia energia aderendo alla campagna M'illumino di meno e poi si festeggiano i gatti!

lunedì 13 febbraio 2012

domenica 12 febbraio 2012

Welcome to The Jungle

Pochi bambini, qualche adulto pazzerellone, tante cose buone da mangiare e una casa piena di animali. Welcome to The Jungle! La festa dei tre anni di Amelia.

martedì 7 febbraio 2012

Sette R per una vita più sostenibile: Ripara

Eccomi, dopo la lunga pausa natalizia (e post), al quarto appuntamento de Le sette R il mio (quasi) contest.
Nonostante io mi sia fermata per un pochino qui su La felice stagione nella vita reale ho continuato l'impegno di ridurre (il mio sacchettino di gusci e noccioli è pieno e presto lo userò), di riciclare (non solo i sacchetti dei quotidiani ma anche tutte le carte dei pacchetti di Natale stanno trovando un uso diverso) e di riusare (il raffreddore che mi perseguita in questi giorni mette alla prova i fazzoletti di stoffa).

Questa settimana si ripara.
A quanti di voi è capitato di andare in giro con le calze bucate? O siete fra quelli che le buttano alla prima smagliatura?
Io, lo confesso, sono tra quelle che accantona calze e collant al primo buchino, le usa in caso di emergenza da cassetto vuoto ma che sostanzialmente le butta subito. Fino ad ora.
Se l'obiettivo mio e della mia famiglia - e spero anche di qualcun'altro - è quello di ridurre la quantità di rifiuti dobbiamo anche ritornare a riparare gli oggetti.
E riparare calze e collant è semplice. Anche per chi non ha molta dimestichezza con ago e filo.

Rammendare calze e collant


Occorrente
uovo da rammendo
ago
filo in tinta
Istruzioni
Inserire l'uovo da rammendo all'interno della calza posizionandola sotto la parte bucata e tendere il tessuto per farlo aderire all'uovo.
Appuntare il filo ad una estremità del buco o alla fine della smagliatura. Infilare l'ago sotto la stoffa a pochissimi millimetri dal bordo.


Passare poi l'ago dall'altro lato del buco sotto la stoffa sempre prendendone poca. Tirare il filo in modo che i due lembi si congiungano. Chiudere il buco continuando a passare ago e filo da un lato all'altro.
In questo modo si possono rammendare sia calze che collant.

P.S. Il mio uovo da rammendo, come vedete, è nuovo. Mia madre - che gentilmente mi ha fatto da modella - usa quello ereditato dalla sua nonna ed è segnato da anni e anni di aghi... come le mani che lavorano.

lunedì 6 febbraio 2012

L'amore è una cosa semplice

Tre anni fa di questi tempi tu nascevi figlia ed io madre. Da allora custodisco un segreto.


Ne ascolto l'eco come di un vento che porto dentro e che canta: l'amore è una cosa semplice.
Semplice come guardarti, come aspettarti e accompagnarti tenendoti per mano, semplice come viverti accanto.
Devo a te, mia piccola, questa scoperta. Grazie.

mercoledì 1 febbraio 2012

Neve!

Finalmente è arrivata anche da noi. Una bella nevicata. Allora tutti fuori!
No no, io no. Sono malata (nonostante la castagna).