venerdì 2 marzo 2012

Sette R per una vita più sostenibile: Ripresa


La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche che dall'ultimo modello d'apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo i tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose di ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori dalla città, certo; ma ogni anno la città s'espande, e gli immondezzai devono arrestrare più lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'inalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E' una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell'estremo crinale, immondezzai d'altre città, che anch'esse respingono lontano da sé le montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l'altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle altre città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.

(Italo Calvino, Le città invisibili)

Eccoci al settimo e ultimo appuntamento de Le sette R il mio (quasi) contest.
Le profetiche parole di Calvino arrivano a noi così calzanti, ed erano gli anni '70...
Ma non voglio parlare qui di catastrofiche visioni. Vogliamo finalmente parlare di un luminoso futuro che possiamo costruire insieme?

Ci sono tutte le potenzialità. La strada è indicata e se siamo consapevoli di quanto sarà difficile e di come, lungo il cammino dovremo correggere il tiro, arriveremo lontano e lasceremo il mondo in cui viviamo migliore di come l'abbiamo trovato.


Oggi voglio rimanere in tema di libri e ne consiglio tre.


Marinella Correggia, Zero rifiuti. Manuale di pratiche individuali e collettive per prevenire i rifiuti, cambiare la propria vita e l'economia, Milano, Altreconomia, 2011.
Un manuale per imparare a produrre meno rifiuti. Piccole e grandi azioni che tutti possiamo compiere.


Sara Marconi, Francesco Mele, Sobrietà felice. Otto incontri e una rivoluzione possibile, Molfetta, La Meridiana, 2011
... avere e fare ciò che serve davvero e nulla di più ...
Per insegnanti, educatori e genitori che vogliono riscoprire e fare capire alle nuove generazioni che si può essere felici con poco.


Antoinette Portis, Non è una scatola, Firenze, Kalandraka, 2011
Un coniglietto ci dimostra che una scatola può essere qualunque cosa vogliamo. Basta usare l'immaginazione. Un ottimo modo per scoprire la vita segreta delle cose.

Ripresa. A piccoli passi.

Foto qui

3 commenti:

  1. Bellissimo il brano di Calvino... e anche i libri che consigli mi sembrano interessanti, grazie!

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  2. Calvino rimane uno dei miei scrittori preferiti anche a distanza di tempo. I libri che segnalo - e che ho letto - sono molto interessanti e istruttivi. Il messaggio principale è per tutti questo: si può vivere in modo più semplice cominciando a guardare la nostra vita da un'altra prospettiva.

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  3. Ciao Nora, condivido molte cose che scrivi! Vienimi a trovare, c'è una sorpresa!

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