mercoledì 30 novembre 2011

Sette R per una vita più sostenibile: Riduci

Primo appuntamento de Le sette R il mio (quasi) contest.
Ci tengo a precisare che non ho intenzione di compiere azioni ecclatanti o eroiche, nè di scrivere trattazioni impegnative dell'argomento rifiuti. In questo blog racconto della vita della mia famiglia e miei tentativi, più o meno riusciti verso una vita più naturale e felice pertanto i progetti e le azioni di cui parlerò nelle prossime settimane vogliono essere uno spunto per gesti accessibili a tutti, non tanto originali in sè - se non nei risultati - ma capaci di diffondere una cultura del fare con lentezza, che, per sua natura, è più rispettosa dell'ambiente.

Questa settimana riduciamo i rifiuti.
La mia pattumiera è stracolma di rifiuti organici. Anche se noi da anni produciamo il compost per il nostro orto con gli avanzi di cucina e gli scarti della coltivazione di piante commestibili e ornamentali il mio primo obiettivo per i prossimi mesi è ridurre la nostra produzione di rifiuti organici.
Il modo più semplice è acquistare meno. Comprare una quantità ridotta di derrate alimentari, soprattutto quelle ad alta deperibilità, ne permette una gestione più accurata e di conseguenza meno cibo scartato. Seconda cosa si deve imparare a reinventare gli avanzi. Ed in questo sono ad un buon punto. Terzo: si possono ridurre gli scarti alimentari cucinando anche quello che normalmente finisce in pattumiera (guardate ad esempio le ricette di Ecocucina già citate qui).

Ma non solo. Alcuni rifiuti possono non essere considerati tali. Le parti legnose della frutta non sono commestibili ma possono diventare molto utili: noccioli di ciliegia, di oliva e gusci di noci, nocciole e mandorle possono essere recuperati …


Sacchetti di noccioli di ciliegia


Questa primavera, in piena stagione di ciliegie ho deciso di conservarne i noccioli per farne dei sacchetti per la terapia caldo/freddo. Ed ora ecco il mio risultato. In rete si trovano svariate istruzioni e modelli. Il principio è semplice: basta realizzare un sacchetto con un pezzo di stoffa di cotone, riempirlo di noccioli e chiuderlo. Dimenticavo: i noccioli vanno puliti. Basta farli bollire per una mezzoretta e poi fregarli fra le mani per eliminare tutta la polpa residua.

I sacchetti di noccioli sono un’ottima idea regalo per un neonato. Quando è nata Amelia ho scoperto coricandola nella culla e poi nel lettino scaldati con il sacchetto di noccioli si addormentava più facilmente. Da allora durante l’inverno le mie bambine, per addormentarsi hanno vicino il loro sacchettino caldo caldo. I miei saranno il regalo perfetto per i miei nipotini.

Con i gusci della frutta secca che mangeremo nelle prossime settimane confezionerò dei fermaporta fatti con il medesimo principio: un sacchetto di stoffa riempito di gusci lavati e asciugati.
La stessa cosa si potrà fare con i noccioli delle olive.

giovedì 24 novembre 2011

Suggestioni piemontesi: un menu. Parte terza


Siamo arrivati all'ultima portata di questo menu. Ho scelto un dessert di frutta perché risulta meno impegnativo di una torta e a questo punto i commensali sono già sazi. E il Piemonte? Il richiamo questa volta viene dal vino che in questa ricetta è protagonista quasi assoluto.


Da quando ho smesso di allattare il vino è ritornato sulla mia tavola. I miei vini preferiti? I rossi valtellinesi e piemontesi (of course ma non nego qualche incursione francese).
I miei ricordi legati al vino piemontese provengono da lontano: dalla mia prima (e unica) vendemmia ancora bambina alle allegre brigate dei compagni di università a mangiar paniscia.

Il dessert, pere al vino con zabaione, potrebbe sembrare banale - e forse lo è - ma provate a pregustarlo: basta chiudere gli occhi e immaginare di affondare il cucchiaino nella polpa cedevole della pera. Rossa di vino, dolce e profumata. Nel frattempo lo sciroppo vischioso e trasparente si mescola con il giallo inebriante e pastoso dello zabaione. Una goduria per occhi e palato.
La differenza di questa ricetta da quella più classica della cucina italiana sta nello zabaione che in questo caso è fatto con lo stesso vino con cui si prepara lo sciroppo: il Nebbiolo. Vi sembra sprecato? Vi assicuro che il risultato non sarà una delusione.


Pere ubriache e zabaione
Ingredienti
1 kg di pere Martin Sec, Passacrassana o Kaiser
150 g zucchero
1/2 bottiglia di vino Nebbiolo (o Barolo)
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano
il succo di 1/2 limone
Lavare le pere e scottarle in acqua bollente per cinque minuti. Mescolare il succo di limone e il vino. Marinarvi le pere per una mezzora. Scolarle. Versare il vino in una casseruola che contenga le pere di misura. Portare ad ebollizione.
Unire lo zucchero e le spezie, abbassare al minimo e cuocere finché lo zucchero non sarà sciolto. Aggiungere le pere e portare a cottura (10-15 minuti) Non dovranno disfarsi. Scolarle e filtrare il liquido. Cuocerlo a fuoco basso finché sarà sciropposo. Mettere le pere nelle coppe e versare lo sciroppo. Servirle tiepide o fredde. Con un cucchiaio di zabaione.

Zabaione
Ingredienti
8 tuorli
160 g zucchero
16 mezzi gusci di vino Nebbiolo (o Barolo)
Montare in un pentolino i tuorli con lo zucchero. Diluire con il vino. Amalgamare bene e cuocere a bagnomaria continuando a sbattere la crema fino a quando si sentirà tok-tok e non più tek-tek. Lo zabaione è pronto.
Bon appétit!

P.S. Mentre si cucina si stappa la bottiglia, si lascia respirare il vino e poi lo si gusta piano, senza fretta.

martedì 22 novembre 2011

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: le sette R

 
Questa è la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti che si protrarrà fino a domenica 27 novembre.
Quest'anno prendo spunto da un'articolo di Cristina Gabetti apparso su Settegreen del 10 novembre scorso: Le sette "R" da rispettare contro gli sprechi (se ne volete parlare con l'autrice qui).
Sette è il numero di azioni da compiere per re-inventarsi uno stile di vita più sostenibile e cominciano tutte con la lettera R.
Riduci
Ricicla
Riusa
Ripara
Risparmia
Risorsa
Ripresa
Il mio intento: un post a settimana dove individuerò un'azione, uno spunto o un proposito per rendere la vita della mia famiglia più green.
Perché la campagna di sensibilizzazione di una settimana... diventi uno stile di vita.
E voi? Quali sono o saranno le vostre azioni? Se volete partecipare lasciate un commento e inserite il vostro link.

***
  1. Danda
  2. Mammachestress
  3. Eniko - Il giardino segreto

giovedì 17 novembre 2011

Suggestioni piemontesi: un menu. Parte seconda


La terra di Piemonte offre una molteplicità di ingredienti e di suggestioni. Nei miei ricordi occupa un posto speciale la città di Casale Monferrato. La rivedo ancora nella nebbia e a quel giorno in cui Luca ed io ci perdemmo nella campagna lì intorno dedico il secondo piatto della nostra cena virtuale. Alla delicata crema di topinambur faremo seguire un quasi-brasato di manzo (ovviamente piemontese) molto aromatico contornato da cipolline in agrodolce e da un soffice puré di patate. Brasato e puré li divorammo in quel ristorante ...

Manzo agli aromi

Ingredienti
800 g codone o scamone di manzo
1 mazzetto di basilico
1 mazzetto di prezzemolo
2 rametti di rosmarino
4 foglie di salvia
1 foglia d'alloro
2 spicchi d'aglio
2 bicchieri di vino rosso robusto (barolo, barbaresco, dolcetto)
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Legare la carne e in una casseruola con i bordi alti che la contenga di misura rosolarla con l'aglio in poco olio. Salare e pepare. Unire le erbe aromatiche e far insaporire. Aggiungere il vino, coprire e cuocere a fuoco moderato per 2 orette. Togliere la cane dalla casseruola e tenerla in caldo in un contenitore ermetico. Passare il sugo al setaccio, affettare la carne e servirla ricoperta di salsa con un contorno di cipolline (magari quelle di Ivrea) in agrodolce e puré di patate.
Bon appétit!

Una sola raccomandazione: la ricetta è semplice e richiede ingredienti di prima qualità.
La prossima settimana ci sarà il dolce: inebriante e molto molto goloso :-)

lunedì 14 novembre 2011

Fall orange trip 2: foglie

Secondo appuntamento del viaggio cromatico di quest'autunno.
Vi siete guardati intorno? La natura da' spettacolo. Tutte le sfumature calde e solari dell'arancione che partono dal giallo e arrivano al marrone. Immergersi in questa sinfonia di colori solleva il morale e può riconciliare con il mondo. Approfittatene per passeggiare il più possibile nei giardini, nei parchi ma anche solamente lungo i viali alberati delle città: è terapeutico.
Ecco cosa fare (mia figlia Amelia docet):
1. Mentre camminate raccogliete qualche manciata di foglie, con le mani, e lanciatele in aria: come farfalle svolazzeranno intorno!
2. Se ci sono mucchi di foglie affondate i piedi (calzare degli stivali di gomma!) e scalciate. Il mucchio si sparpaglierà e voi vi sentirete molto più leggeri.
3. Se il posto lo permette e non piove da qualche giorno, ci si può anche sdraiare sotto gli alberi e guardare in su. Tutto girerà intorno a voi e se siete fortunati, una folata di vento vi regalerà una pioggia di foglie leggere e colorate.

Tutto questo benessere si può portare in casa.

Metodo n. 1 (effimero)
Composizione di foglie e crisantemi

Andate nel vostro giardino (o dal fioraio) e sciegliete un mazzo di crisantemi arancioni


Raccogliete una manciata di foglie (le nostre sono di tiglio)


Poi procuratevi un vaso di vetro cilindrico e un'altro vaso (o un bicchiere) che si infili di misura nel più grande. Non deve sporgere. Inserite il vaso più piccolo nel più grande e infilate in modo del tutto casuale le foglie nello spazio fra i due vasi. Riempite bene lo spazio. Non ci devono essere spazi vuoti. Recidete i rami di crisantemo perchè sporgano in modo compatto dal vaso più grande. Mettete l'acqua nel vaso più piccolo, inserite i fiori e sistemateli. A piacere si può inserire qualche stelo di graminacee che scompiglia un poco la composizione.


Metodo n.2 (durevole)
Essiccazione di rami autunnali


Occorrente
Rami con foglie (querce, faggio)
glicerina liquida (quella che si utilizza per i saponi fai da te)
Preparare i rami eliminando il fondo con un taglio obliquo che permette ai rami di assorbire meglio i liquidi. Preparare una soluzione fatta con 60% di acqua calda e 40% di glicerina. Mescolare bene. Immergere per circa 10 cm i rami nella soluzione. Lasciare immersi per 5-6 giorni, cioè fino a quando il colore virerà. Togliere dalla soluzione, asciugare bene e utilizzare per composizioni a piacere.
I rami così trattati mantengono a lungo i colori e non si seccano. Si possono utilizzare  immersi in acqua insieme ai fiori freschi o nelle composizioni di fiori secchi.
Un'avvertenza: il colore vira in modo imprevisto, dipende tutto dalle foglie. Tende comunque a scurire.

P.S. Se volete una cascata di foglie sopra la vostra testa potete sempre fare un mobil come questo che abbiamo realizzato l'anno scorso utilizzando questa tecnica.

PP.SS. Andate a guardare cosa succede in questi giorni al di là delle Alpi: in Svizzera da Eleonora e a Parigi da mia sorella Betta ... è autunno!

venerdì 11 novembre 2011

Ancora una volta... San Martino

Anche quest'anno la festa di San Martino ci porta una bella giornata di sole, aria tiepida e tanta serenità. Abbiamo cantato alla luce delle lanterne fatte l'anno scorso e il biscotto non l'abbiamo fatto. Siamo in quarantena per una fastidiosa malattia.




La luce poi si spegnerà... su bimbi a casa torniam!
Buon San Martino a tutti!

giovedì 10 novembre 2011

Suggestioni piemontesi: un menu. Parte prima

Immaginiamo: l'autunno, una sera di novembre e alcuni amici riuniti per una cena in compagnia. Lasciamoci tentare da ingredienti tipici della cucina piemontese per un menu da gustare in queste sere freddine. Si comincia con un primo delicato fatto con topinambur, acciughe e aglio che tanto ricorda la bagna cauda; segue ... la prossima settimana!
Manca solo un poco di nebbiolina ma vedremo di provvedere...

Crema di topinambur con salsa di acciughe

(foto qui)
Ingredienti
500 g topinambur
brodo vegetale q.b.
olio extravergine d'oliva
2 spicchi d'aglio
4 filetti di acciughe dissalate
1/2 cucchiaino di amido di mais
100 ml latte
200 ml panna
burro
erba cipollina
fettine di carota lessata
sale e pepe
Pulire i topinambur e affettarli sottili. Scaldare poco olio in una pentola e soffriggere i topinambur. Aggiungere brodo caldo fino a coprirli a filo. Cuocere 20 minuti. Passare al setaccio, aggiungere metà panna e allungare con poco brodo per ottenere una crema fluida. Mantenere al caldo senza far bollire.
Mentre i topinabur cuociono lessare l'aglio a fettine nel latte. Filtrare il latte, strizzare bene ed eliminare l'aglio. Stemperare le acciughe nel latte aromatizzato, aggiungere l'amido di mais, unire la panna ed addensare. Unire una noce di burro.
Versare la crema nelle fondine o meglio in piccole ciotole. Versare a filo la salsa di acciughe. Spolverizzare con una macinata di pepe e con un po' di erba cipollina tagliuzzata. Decorare con le fettine di carota tagliate in modo decorativo (a cuore, rombi, fiori ecc.). Servire.
Bon appétit!

P.S. Non ho veri invitati da moltissimo tempo ma dedico questo menu a tutti i miei lettori. In fin dei conti i Giovedì da Nora sono nati per voi. Grazie.

domenica 6 novembre 2011

Estote parati


Una domenica mattina, un tuffo nel passato. Luca, i suoi ricordi e una preghiera.

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico: non importa, aiutalo.
Se fai il bene, diranno che lo fai per secondi fini egoistici: non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obbiettivi, incontrerai chi ti ostacola: non importa, realizzali.
Il bene che fai forse domani verrà dimenticato: non importa, fa' il bene.
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile: non importa, sii onesto e sincero.
Quello che hai costruito può essere distrutto: non importa, costruisci.
La gente che hai aiutato, forse non te ne sarà grata: non importa, aiutala.
Da' al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate: non importa, dai il meglio di te.
Amen

Madre Teresa di Calcutta

giovedì 3 novembre 2011

Un delicato fil di fumo: lasagne pomodoro e scamorza


L'autunno ha finalmente portato i suoi giorni uggiosi e la sera si torna volentieri al caldo e al conforto di casa. I fortunati che hanno il camino possono ritemprarsi nel caloroso abbraccio del fuoco - metaforicamente parlando - E' così che in una di queste sere, siamo stati accolti dal tipico odore di camino: un delicato fil di fumo ha invaso le nostre stanze. La voglia di cucinare un piatto che ricordasse quel sentore di legno, la spesa ancora da fare, un piatto che possiamo mangiare in quattro senza fare salti mortali e in frigorifero una scamorza affumicata.
Perché non fare delle lasagne affumicate? Detto, fatto.
Erano talmente buone che ho deciso di postare la ricetta anche se è molto intuitiva ;-)

Lasagne pomodoro e scamorza

Ingredienti
250 g sfoglia pronta per lasagne (oppure fatta in casa con 2 uova e 200 g di farina ca)
500 g passata di pomodoro
1 scamorza affumicata
250 g ricotta
80-100 g Grana Padano grattuggiato q.b.
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale
Soffriggere leggermente l'aglio sbucciato e schiacciato in poco olio, aggiungere il pomodoro, salare e portare a cottura senza far asciugare troppo il sugo. Eliminare l'aglio. Mischiare ricotta e Grana formando delle grosse "briciole". Lessare brevemente le sfoglie in acqua salata con l'aggiunta di un cucchiaio d'olio e farle asciugare su un canovaccio. Affettare finemente la scamorza. Comporre le lasagne facendo uno strato di pasta, uno di ricotta, uno di sugo, uno di scamorza e ripetere fino ad esaurimento degli ingredienti. Infornare a 180° per 25-30 minuti. Sfornare, lasciare intiepidire leggermente e servire.
Bon appétit!