lunedì 29 agosto 2011

Latito, quindi sono

O meglio: faccio. Sono molto indaffarata. Questo agosto lavorativo ha prodotto tantissime idee e progetti che sono in corso di realizzazione. Ecco qualche indizio:






Che cosa sto facendo secondo voi?

mercoledì 24 agosto 2011

Solleone


Nel nostro orto un sole aperto sul tramonto.
Un solo scatto, prima di cercare il refrigerio della sera.
Che non c'è.

lunedì 22 agosto 2011

Piccole cortesie

Le cortesie più piccole 
- un fiore o un libro -
piantano sorrisi come semi che germogliano nel buio.
E.D.

Colgo l'ispirazione di queste parole di Emily Dickinson per segnalarvi una cortesia piccola e lieve:



Un uccellino che non riusciva a far nulla. Tutti riuscivano a nuotare, a volare, a cantare, a pescare... lui no. Era triste e solo.
Un giorno alcuni fiori gli chiesero ospitalità - una piccola cortesia - e lui accettò: "Questo posso farlo".
Anche se la pioggia bagnerà, la neve gelerà, il vento soffierà, il sole scotterà: "Resterò".
E in primavera... era diventato un albero fiorito: un luogo felice dove tutti volevano andare.
Questa è la storia di come ognuno possa fare, nel suo piccolo e a suo modo, e dei sacrifici che si fanno quando si ritiene di fare qualcosa di buono.

Sbirciate qui e lasciatevi incantare.

Buona settimana!

lunedì 15 agosto 2011

Crostata di fichi e lamponi: la torta del nostro Ferragosto

Ore 6.35: mettere a letto Tecla dopo averla allattata e correre sotto la prima pioggia per cogliere i fichi.
Ore 7.00: impastare la frolla e via si torna a letto.
Ore 8.30: tutti sul lettone a giocare sperando che il tempo cambi.
Ore 9.00: finalmente il sole e si prepara la torta poi una colazione abbondante in allegria.
Ore 11.00: e fuoco sia.
Ore 12.30: il pranzo di ferragosto
Ore 13.15: la torta.

Crostata di fichi e lamponi


Ingredienti
300 g farina integrale
50 g zucchero
2 uova
120 g burro
500 g fichi
100 g confettura di lamponi
zucchero semolato q.b.
sale q.b.

In un ciotola versare due dita di Maraschino e infiammarlo lasciando che bruci tutto l'alcool. In questo modo la torta potrà essere mangiata anche dai bambini. Fare attenzione perché la ciotola diventerà molto bollente.
Impastare la farina con il burro, un pizzico di sale, le uova e i 50 grammi di zucchero. Formare una palla e metterla in frigorifero avvolta nella pellicola per una mezzora. Sbucciare i fichi, tagliarli a spicchi e metterli in un contenitore. Cospargerli con 2-3 cucchiai di zucchero e 2-3 cucchiai di Maraschino. Lasciar macerare. Stendere la frolla e foderare il fondo e i bordi di uno stampo a cerniera di 23-24 cm imburrata e infarinata. Decorare il bordo con la punta di un coltello facendo delle incisioni a X. Bucherellare il fondo, foderarlo con cartaforno e cospargere con legumi secchi. Cuocere in forno a 180° per 40 minuti circa. Sfornare, spalmare la confettura di lamponi e disporre i fichi in centri concentrici. Lasciar raffreddare e servire.
Bon appétit!

Ore: 14.00: il meritato riposo.

Buon ferragosto a tutti! 


giovedì 11 agosto 2011

Splash, una questione di stile

Nei caldi pomeriggi di agosto...
C'è chi si dedica a perfezionare lo stile del tuffo...




 E chi si dedica a per...forare la piscinetta con il nuovo dentino.


Con uno stile irrimediabilmente da patata galleggiate...

lunedì 8 agosto 2011

Un fiore, una leggenda: la genzianella


Fu un anno particolarmente cattivo quello, per i pascoli e per la campagna. Da molti mesi non una nube, non una goccia di pioggia! Soltanto vento e sole. Non si vedeva più alcun filo d'erba. Secchi i pascoli delle Alpi bavaresi dove viveva Genziana, la pastorella. Ad una ad una tutte le capre erano morte. Ad una ad una cadevano le mucche che un tempo erano state floride e ricche di latte e che erano tutta la ricchezza di Pietro, il papà di Genziana. Anche Genziana un giorno si ammalò. Adagiata sul giaciglio, esangue per le lunghe privazioni, quasi non si muoveva più. Il padre, disperato, rivolgeva le sue preghiere al Cielo perché facesse finire quel tormento e finalmente qualche goccia di pioggia cadesse sulla terra.
Oh, poter almeno dissetare la sua bimba che moriva! Ed ecco, finalmente, una nube appare nel cielo, si addensa, diventa cupa, pesante, carica di acqua. Ed un lampo, un tuono. E' la salvezza. Anche per la sua bimba. Ecco infatti i primi goccioloni. Ma come raccogliere quell'acqua benedetta se la terra, assetata, se la beveva tutta senza lasciarla scorrere? Ecco il miracolo: un fiore, uno stupendo fiore azzurro, dai petali larghi e distesi, a poco si raccoglie, si richiude, un petalo si unisce saldamente all'altro, formando un piccolo bicchiere. E le gocce di pioggia si raccolgono. Non più disperse, dunque, per la salvezza della piccola Genziana. Quel fiore si chiamava astro di montagna: fu ribatezzato, dopo che ebbe preso forma di calice, Genzianella, come la piccola pastorella che per lui si riaffacciò alla vita. E la genzianella da allora fiorisce sui pendii della montagna e nei giorni di pioggia sembra un lembo di cielo.

giovedì 4 agosto 2011

Riso con le verdure. Un primo piatto senza fine

Mettendo insieme i chicchi di riso
incastrati dietro le dispense,
incollati sotto i tappeti,
infilati nelle scatole di perline,
credo proprio che avremmo un primo piatto senza fine.


Riso con le verdure

Ingredienti:
350 g riso
1 cipolla
2 zucchine non troppo grandi
1 melanzana
400 gr polpa di pomodoro
30 g pancetta affumicata
1 peperoncino
olio di semi di girasole
olio extravergine d'oliva
sale grosso e fine, pepe
Stufare la cipolla tritata e la pancetta a dadini in poco olio extravergine. Unire la polpa di pomodoro, un pco di sale grosso e cuocere  decina di minuti. Mondare le zucchine e le melanzane e tagliarle a dadini. Far spurgare con un po' di sale grosso le melanzane per una quindicina di minuti. Friggere con il peperoncino nell'olio di semi di girasole prima le zucchine e poi le melanzane - asciugate -. Tenerle in caldo. Lessare il riso in acqua salata. Scolarlo molto al dente Condirlo con la salsa di pomodoro facendogli prendere il condimento. Aggiustare di sale e pepe. Aggiungere le vedure, mescolare delicatamente e servire.
Bon appétit!

Questa sera, per cena. Non servono altre parole.

Testo da Altreparole. Parole e immagini per un pianeta diverso di Roberta Gorni.
Foto qui

lunedì 1 agosto 2011

Trionfo di biscotti e frutti di bosco: la torta per lo zio

Una soleggiata domenica di festa. In attesa del pranzo pantagruelico in onore del marito con tiramisù alla doppia crema...


Due fanciullette leggono come fossero dal parrucchiere.


Mentre si avventura sulle incerte gambette una bimba che sfoggia un abito fatto con la stoffa di una camicia del papà.

A seguire una merenda in famiglia per festeggiare anche quest'anno lo zio con una torta che celebra l'estate.

Torta di biscotti e frutti di bosco


Ingredienti
200 g biscotti ai cereali
100 g burro morbido
300 g cioccolato fondente
800 ml panna fresca
80 g zucchero a velo
500 g frutti di bosco a scelta
lingue di gatto q.b.
vaniglia
La sera prima sbriciolare finemente i biscotti ai cereali e mischiarli con il burro morbido. Stendere questo impasto sul fondo di uno stampo a cerniera foderato con carta forno. Mettere in frigorifero. Scaldare 400 ml di panna con la vaniglia e portarla quasi a bollore. Versarla sul cioccolato spezzettato (mettetelo in una terrina a bordi alti) e scioglierlo mescolando. Mettere in frigorifero. Due ore prima di servire montare la crema al cioccolato con le fruste elettriche finché sarà molto gonfia. Mettere la mousse ottenuta sul fondo di biscotti e livellare. Mettere in frigorifero. Un'ora prima di servire montare la panna rimasta (400 ml) con lo zucchero a velo. Sformare la torta e coprirla con la panna. Rivestire il bordo con le lingue di gatto. Riempire la superficie di frutti di bosco. Far raffreddare un'oretta in frigorifero. Spolverizzare con un soffio di zucchero a velo e servire.
Bon appétit!

Buon inizio settimana!

P.S. Mi ha aiutato Amelia: è una torta facilissima che possono fare anche i bambini...