giovedì 30 giugno 2011

Pasta e peperoni: un piccante piatto unico estivo

Non invento nulla. Non sono una food blogger creativa. Mi piace cucinare e basta. Poi mi piace condividere le mie esperienze, anche di ambito culinario. Nel mio blog scrivo le ricette della mia famiglia, i miei esperimenti - riusciti - e le ricette degli altri, che siano di blogger o di libri, che ho provato che mi hanno sorpreso e che mi sono piaciute.
Con il tempo sto imparando a migliorare qualitativamente i nostri menu. Con questo non intendo dire che pasteggiamo a ostriche e champagne ma che stiamo più attenti alla qualità degli alimenti e agli accostamenti che sono nutrizionalmente migliori. Guardando cosa ho cucinato negli ultimi anni (grazie ai menu settimanli che conservo) mi sono accorta infatti, che avevo smesso di cucinare la pasta: la pasta per cena non si fa e io non cucino a pranzo, ingrassa ecc. Quante menate. Poche sono le cose che superano il conforto di un piatto di pasta fumante ben condito (anche in bianco...) e soprattuto i cereali sono fondamentali per la nostra salute. Per questo ho eliminato dal menu settimanale un'altra porzione di carne e l'ho sostituita con una porzione di cereali. Tanto le proteine animali entrano comunque nella nostra dieta con i (molti) panini del pranzo e "nascoste" nelle ricette.
Ecco quindi direttamente dalla rivoluzione del nostro menu settimanale un piatto di pasta facilissmo, velocissimo e da fare in questa stagione. Per la compresenza di cereali, proteine animali e verdure si può considerare un piatto unico. Perfetto per chi non ha voglia di sudare ai fornelli sotto la canicola estiva.
Una delle ricette preferite da mia sorella Betta.

Pasta piccante ai peperoni


Ingredienti
320 gr mezzepenne rigate
2 peperoni rossi e gialli
70 gr pancetta affumicata a fettine sottili
20 olive verdi denocciolate
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
1 rametto di rosmarino
origano
pepe
olio extravergine d'oliva
Mondare i peperoni, lavarli, tagliarli in falde e poi a listarelle. Spezzettare la pancetta, affettare le olive, sbucciare e schiacciare l'aglio, tritare il rosmarino e l'origano. Mettere tutto in un wok e aggiungere peperoncino e 4 cucchiai d'olio. Pepare. Cuocere a fuoco medio-alto senza coprire. Nel frattempo lessare la pasta. Quando la pasta è cotta il sugo è pronto. Versare la pasta scolata nel wok e mescolare bene per insaporire il tutto. (Meglio eliminare il peperoncino) Servire.
Bon appétit!

domenica 26 giugno 2011

Cerco l'estate tutto l'anno...


Cerco l'estate tutto l'anno
e all'improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va.
Sembra quand'ero all'oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar...
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar...
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va.
Cerco un po' d'Africa in giardino,
tra l'oleandro e il baobab,
come facevo da bambino,
ma qui c'è gente, non si può più,
stanno innaffiando le tue rose,
non c'è il leone, chissà dov'è...
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va
Cerco l'estate tutto l'anno
e all'improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va.
Sembra quand'ero all'oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar...
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar...
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va.
Cerco un po' d'Africa in giardino,
tra l'oleandro e il baobab,
come facevo da bambino,
ma qui c'è gente, non si può più,
stanno innaffiando le tue rose,
non c'è il leone, chissà dov'è...
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all'incontrario va

La conosciamo tutti e l'abbiamo cantata a squarciagola ma se volete potete sentirla con la voce di Celentano qui. E tornate sulle note della vostra infanzia come ho fatto io in questo inizio d'estate.

martedì 21 giugno 2011

Quando sbaglio


"Papà sei arrabbiato?"
"Sì"
"Con la mamma?"
"No, con un mio amico"
"Perché?"
"Perché abbiamo sbagliato a scrivere una cosa..."
"Quando sbaglio prendo un foglio nuovo."

La saggezza dei due anni. Disarmante.

sabato 18 giugno 2011

Orecchini shoc e portaorecchini chic

A grande richiesta (una...) faccio vedere al mondo intero (pensa te!) i miei nuovi orecchini, ultimo acquisto di alcuni pomeriggi trascorsi a fare shopping per rifarmi il guardaroba che, dopo una radicale revisione, aveva bisogno di essere rimpolpato dalla testa ai piedi.
Questi nuovi orecchini sono molto speciali per me, rappresentano una svolta: dal lontano aprile del 1998 non toglievo gli anellini che mi aveva regalato l'allora fidanzato e ora marito. Così semplici e discreti erano come un piercing, un talismano, direi quasi degli orecchini da fidanzamento...
Quando a febbraio mi hanno ricoverato d'urgenza ho dovuto, mio malgrado, toglierli. Uno strazio. Come togliere la fede. Ma non potevo fare altrimenti.
Ed ora non risco più a rimetterli perché non riesco a chiuderli.
Passato il primo momento doloroso ho provato a trasformare il problema in una opportunità: diamo al mio viso un'aria diversa... mooolto diversa!
Questi orecchini così vistosi mi hanno subito conquistata nonstante siano un comunissimo oggetto made in China. Non ho saputo resistere.
Una volta acquistati non sapevo dove riporli: non me li hanno venduti con una scatoletta chiccosa ;-)
Poi mi sono ricordata di questo post di Gloria.

E così, da una cornice decapata appena appena



e da un sottile foglio di zanzariera


ecco un portaorecchini davvero chic da appendere dove si vuole


Facilissimo da fare anche con una cornice di recupero. Il mio, che si riempirà velocemente, lo metterò all'interno del mio armadio, vicino ai miei nuovissimi vestiti :-)

P.S. Vi piacciono i miei orecchini shock?

giovedì 16 giugno 2011

Maionese for dummies

Nonostante io sia un'autodidatta, sono in grado di cucinare anche piatti molto elaborati, con tecniche difficili ma, esiste un ma. Ho un brutto rapporto con le ricette semplici a base di uova: non so fare le uova al tegamino senza romperne almeno uno, la crema inglese mi richiede una notevole concentrazione e la maionese? Sempre impazzita. Fino ad ora.
Fare la maionese in casa era uno dei miei obiettivi di autoproduzione. La marca che acquistavo io viene prodotta in Spagna e la lista degli ingredienti era lunga e comprendeva anche lo zucchero... Ho ceduto parecchie volte poi ho smesso di consumarla e poi... ho scoperto come fare una maionese cremosa, consistente e buonissima in... 1 minuto.
Ringrazio apertamente mia sorella Elena che me ne ha svelato il segreto.
Voglio condividere con i miei lettori questa scoperta anche se per molti sarà una cosa ovvia.

Maionese for dummies

Ingredienti
1 uovo
olio di semi di girasole q.b.
aceto q.b.
succo di limone q.b.
sale
attrezzi: frullatore ad immersione versione base e bicchiere graduato
Gli ingredienti devono essere tutti a temperatura ambiente. Sgusciare nel bicchiere graduato l'uovo e aggiungere olio di semi fino ad arrivare a 200 ml in tutto. Unire poco aceto e succo di limone e un pizzico di sale.
Immergere il frullatore ad immersione tenendolo dritto in piedi. Accenderlo e non muoverlo per almeno 8 secondi. Quando il tutto comincia a trasformarsi in una emulsione cremosa si può muovere leggermente il frullatore e inglobare bene il tutto. Aggiustare di sale, aceto e limone. Conservare in frigorifero fino al suo utilizzo (non più di due-tre giorni). Bon appétit!

P.S. Sono molto importanti la temperatura degli ingredienti e il non muovere il frullatore per i primi 8 secondi... contateli mi raccomando ;-)

venerdì 10 giugno 2011

Gemelli

Nati appena appena
e già stretti in un rapporto speciale


cerco con lo sguardo il sereno
che possa abbracciare questa famiglia
ed ecco il cielo si apre e arriva l'arcobaleno. Ottimo segno


Grazie miei piccoli nipoti

giovedì 9 giugno 2011

Frittelle di (finto) baccalà

No, non parlo di finti pesci, prodotti adulterati o ingredienti sospetti. Un giorno, tanto tempo fa, volevo cucinare il baccalà con i ceci ma di baccalà nemmeno l'ombra. In freezer solo dei filetti di merluzzo tristi tristi. Ho fatto un esperimento: una volta scongelati li ho messi sotto sale e poi, lavati, li ho utilizzati come fossero baccalà. Una squisitezza. Eccovi allora la ricetta per fare il merluzzo sotto sale.

Merluzzo sotto sale


Ingredienti
filetti di merluzzo (anche surgelati)
sale marino integrale grosso
Asciugare con un telo i filetti di merluzzo (scongelati). Disporli in una teglia e ricoprirli con uno strato non troppo spesso di sale. Fare se necessario più strati. Lasciare riposare due ore. La carne del pesce avrà cambiato aspetto: sarà bianca e soda. Lavare bene i filetti sotto l'acqua corrente e poi lasciarli a mollo per un'oretta cambiando l'acqua un paio di volte (volendo si possono ammollare anche per più tempo). Il merluzzo salato è pronto ora per essere utilizzato.

Tutto questo per dirvi che avevo del merluzzo surgelato, che, nonostante i miei sforzi, proprio non riuscivo a cucinare perché dalla prima gravidanza non riesco più a mangiare pesce. Poi ho letto una ricettina interessante e ho ripensato al mio baccalà improvvisato e voilà eccovi questa ricetta di frittelle di merluzzo salato. Buonissime.

Frittelle di finto baccalà ovvero di merluzzo salato


Ingredienti
5-6 filetti merluzzo salato ammollato (o 2 di baccalà già dissalato e ammollato)
latte q.b.
10 cucchiai di farina
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 uovo
bicarbonato
olio di semi per friggere
Sbriciolare finemente la polpa del pesce. In una terrina grande preparare una pastella non troppo densa con la farina, il latte, l'olio, l'uovo e un pizzico di bicarbonato. Unire il baccalà. Lasciare riposare coperto con un telo, per 2-3 ore. Scaldare l'olio per friggere senza farlo diventare eccessivamente bollente e gettare il composto a piccole cucchiaiate (quenelle). Far dorare da tutte le parti le fritelle. Scolarle dall'olio e far assorbire l'unto in eccesso su una carta assorbente. Non è necessario salarle. Servirle caldissime.
Bon appétit!

mercoledì 8 giugno 2011

Share a holiday idea

Sogno da sempre i deserti freddi e i laghi salati fra Bolivia e Cile...

 
 (foto qui)

... e sono sicura che prima o poi riuscirò a perdermi in tutto quel bianco.
Quest'anno a causa degli impegni lavorativi del marito e la scarsissima disponibilità economica trascorreremo le nostre domeniche in montagna, alla ricerca del bianco :-)



Con questo post partecipo all'iniziativa di Mens sana

Powered by BannerFans.com

lunedì 6 giugno 2011

Un fiore, una leggenda: il fiordaliso

foto qui

Vivevano felici nel loro castello un grande Re e una buona Regina. Avvenne che la Regina morì nel dare alla luce la sua bambina. Una dama di corte, donna bellissima, era invidiosa e rosa dal desiderio di poter, un giorno, esser regina. Aspettava il frutto di un amore clandestino ma era riuscita a tenerlo nascosto. Nacque la sua creatura lo stesso giorno della figlia de Re. Fu allora che questa donna vide la possibilità di realizzare il suo sogno. Morta la Regina ella avrebbe potuto prendere il suo posto. Ma la Principessina? Occorreva scambiare le neonate. Con l'aiuto di una serva a lei fedele riuscì a rapire la bimba del Re e porre nella culla reale la sua bambina. La Principessa, affidata ad uno scudiero, fu abbandonata in un campo di papaveri perché si addormentasse di un sonno eterno. Come d'incanto però i papaveri, a poco a poco, si afflosciarono tutti e sbocciarono invece dei bellissimi fiori azzurri, che avevano il colore degli occhi della Principessa. La bimba, risvegliata, emise un vagito che fu udito da una pastorella che poco lontano pascolava la sua capretta. Corse la fanciulla, vide i nuovissimi fiori e capì che la bambina doveva essere la figlia di un re. La prese tra le braccia, la ninnò, le diede un po' di latte della sua capretta poi corse al villaggio a dare la notizia. E la notizia si propagò prestissimo e per monti e per valli giunse fino al palazzo reale. Il Re intuì qualcosa: volle vedere la piccola e nei suoi occhietti ritrovò lo sguardo della moglie perduta. La dama di corte fu smascherata e cacciata e la Principessa divenne grande insieme al suo papà.
Ed i fiordalisi? Da allora continuarono a fiorire.

domenica 5 giugno 2011

Rose nell'insalata e papaveri nei peperoni: decorare la carta

L'ispirazione è nata da questo libro di Bruno Munari. Alcune ricorrenze in arrivo e la necessità di fare dei regali hanno scatenato la mia voglia di fare. Decorare la carta per fare pacchetti è un'attività che mi da molta soddisfazione tanto quanto riciclare carta e cartoncino. Questa volta mi sono fatta aiutare da Amelia. Ai bambini piace sporcarsi con i colori e dar loro la possibilità di esprimersi liberamente li aiuta a prendere confidenza con il proprio corpo e attraverso i gesti che lasciano "traccia" fanno esperienza del "fuori di sé". Usare per dipingere dei materiali naturali inoltre coniuga l'affinamento delle capacità manuali con l'esperienza sensoriale del toccare, annusare, vedere e assaggiare i propri strumenti di lavoro.
Al contrario della tecnica usata normalmente per decorare la carta con la verdura che prevede di intagliare una superficie dura, ad esempio delle patate, per fare i timbri, Munari propone di scoprire le belle forme grafiche nascoste all'interno della verdura. Si tratta di rivelare il potere decorativo della natura. Un valore aggiunto per i piccoli decoratori.
Carta decorata con frutta e verdura


Occorrente
carta da pacco beige o bianca
colori acrilici a contrasto
frutta e verdura: peperoni, radicchio di Treviso
tagliere e coltello
vecchi giornali
piatti
Stendere la carta su un piano di lavoro o sul pavimento. Preparare i tamponi mettendo poco colore acrilico in un piatto (o più piatti se volete fare dei colori sfumati). Preparare della carta di giornale dove scaricare l'eccesso di colore. Con tagliere e coltello tagliare la verdura: l'insalata alla base lasciando ancora degli attacchi delle foglie. Il peperone va tagliato orizzontalmente dove ci sono ancora i semi. Intingere il "timbro" nel colore



scaricare l'eccesso di colore sulla carta di giornale preparata e "stampare" la carta.


Lasciare asciugare bene. La carta è pronta.



Ricoprire i regali e decorarli con dei nastri in tinta o a contrasto.
Le rose di insalata io le ho stampate direttamente su una scatola di cartone grezzo e il risultato è molto decorativo. Con un cordoncino bianco di lino e una rosa vera è diventata la bellissima scatola dei regali per il compleanno di mia mamma

Ovviamente si possono usare anche altre verdure come suggerisce Munari.

More about Rose nell'insalata

Bruno Munari, Rose nell'insalata, Mantova, Corraini, 2004

giovedì 2 giugno 2011

Viva la repubblica!


Il 2 e il 3 giugno 1946 con il referendum a suffragio universale con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica.