sabato 30 aprile 2011

Nigth fever: a 70's family

Contravvenendo a tutte le regole che ci siamo dati, ieri sera siamo andati ad una festa. Tutti e quattro. Ecco la nostra famiglia al 70's Doreen party.







Una bella occasione per fare un'esperienza un po' diversa con le bambine.

mercoledì 27 aprile 2011

Esplorare l'incolto: la scoperta dell'aglio orsino

Cara Lanterna ti voglio raccontare cosa mi è successo oggi.
Percorrendo la strada che quotidianamente mi porta al lavoro ho fatto una scoperta piacevolissima. Sovrapensiero passavo a finestrini abbassati in cerca dei luoghi dove lanciare le mie bombe di semi e dicevo fra me: "Che puzza d'aglio". Poi, come un lampo: "Vuoi vedere che...?" Mi giro, guardo lungo il ciglio scosceso della strada e la vedo: una bianca distesa fiorita di aglio orsino. Fermo la macchina facendo sobbalzare (con maledizioni?) il guidatore dietro me e mi getto a capofitto a raccogliere quelle foglie che ora hanno il profumo dell'aglio...

foto qui

Per cena una ricetta non delle tue, che, stai pur certa, proverò, ma una focaccia a cui facevo la posta da un po'.
La ricetta originale è di Stella di sale e la trovate qui.
Questa la mia versione.
Focaccia rovesciata con cipollotti e aglio orsino


Ingredienti
350 gr farina
1 patata media lessata e schiacciata con lo schiacciapatate
15 gr lievito di birra
4 cucc.ai olio extravergine d'oliva
2 cucc.ini malto d'orzo
sale
acqua
un mazzetto di cipollotti mondati
un mazzetto di aglio orsino
Preparare l'impasto: sciogliere il lievito in poca acqua tiepida, unire la farina, la patata schiacciata ancora calda, il malto, 1 cucchiaino di sale 2 cucchiai d'olio. Mescolare e impastare bene. Formare una palla, metterla in una terrina infarinata, fare un taglio a croce profondo e coprire con un telo bagnato. Lasciarlo lievitare un'ora. Deve raddoppiare di volume. Affettare sottilmente i cipollotti  usando anche la parte verde più tenera e tagliare a listerelle l'aglio orsino. Mettere le verdure sul fondo di una teglia ricoperta di carta forno, salare e condire con un filo d’olio. Stendere l'impasto con le mani (o con il matterello) ottenendo un disco che abbia il diametro della teglia e appoggiarlo sopra le verdure comprendole bene. Dev'essere tutto coperto fino ai bordi. Coprire con un telo e lasciare lievitare un'altra ora. Ungere leggermente la superficie. Cuocere in forno già caldo a 250° per 15-20 minuti. Sfornarla e rovesciarla su un tagliere, affettarla e gustarla caldissima. (Forse sarà buona anche fredda...)
Bon appétit!

martedì 26 aprile 2011

Giorni sereni: la nostra Pasqua

La colazione con pancake al caramello (con panna)


il tavolo coi calzini


la crescia con il salame


tante carte colorate e croccanti


bimbe divertite e curiose




una pancia in panciolle


mentre si scoprono in giardino nuovi amici



E la vostra Pasqua?
Buona settimana!

domenica 24 aprile 2011

Per il mattino di Pasqua


Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicano: è pazzo!
E mi fermerò soprattutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò per via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siedi pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco, gli darò un'icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole;
e poi gli dirò d'indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada.
E dirò alla gente:
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Non credo più neppure alle mie lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell'usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: pace!
e poi cospargerò la terra
d'acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.

(David Maria Turoldo)

Auguri per una Pasqua di serenità

venerdì 22 aprile 2011

Mettete dei fiori nei vostri cannoni: seedballs per l'Earth day 2011

foto qui

Mettiamo dei fiori nei nostri cannoni e bombardiamo la nostra terra con i colori della primavera!
Quest'anno per l'Earth day  vi propongo una rivoluzione verde, una rivoluzione colorata che lascia alla Terra il compito di decidere cosa crescerà e cosa invece ridiventerà terra.
Basta poco: semi di fiori e un po' di argilla per fare le nostre bombe.
In questi giorni, complice il gran caldo, ho preparato le palline d'argilla per seminare e vi ho nascosto semi di fiori: astri, violacciocche, lupini, margherite e bocche di leone.
La semina con le palline d'argilla (seedballs o seed bombs), è una pratica inventata da Masanobu Fukuoka, e consiste nel ricoprire i semi di piante come con argilla e lanciarli nelle zone incolte e abbandonate dall'uomo perché riprendano vita. L'argilla protegge i semi dai predatori e gonfiandosi con l'acqua delle piogge nutre il seme e lo aiuta a germinare. Senza arrivare a fare una semina vera e propria possiamo abbellire i luoghi brutti e incolti del nostro territorio.
Io lancerò le mie palline lungo la strada che giornalmente percorro per andare al lavoro. Con il passare delle settimane, forse, diventerà più bella.

L'idea di seminare fiori nelle zone incolte lungo le strade arriva dalla lettura di questo articolo di Nadia Nicoletti.
Le istruzioni, corredate da video, per preparare le palline di semi le trovate qui e qui. Oppure qui e qui.
Se vi è difficile trovare l'argilla potete fare quello che suggeriscono i giardinieri d'assalto di Guerrilla gardening.

Se i vostri figli sono troppo piccoli per bombardare la terra con voi oggi raccontate loro la storia del piccolo seme di Eric Carle, vi ringrazieranno.

More about Il piccolo seme


Un'altra iniziativa di disseminazione:


Il Girotondo dei semi di Nati per delinquere: partecipate numerosi!

Buona Giornata della terra!

lunedì 18 aprile 2011

Cambio di stagione: femminilità ritrovata

Temporeggiavo cercando di trovare ispirazione da chi prima di me ce l'ha fatta.
Ma non potevo rimandare oltre.
Questa mattina ho infilato i pantaloni ed è saltato il bottone...
Arrivo in ufficio e mi accorgo che ho una scarpa diversa dall'altra, non le calze, le scarpe!
Ho preso un bel respiro e ho aperto il mio armadio per non chiuderlo finché tutto, ma proprio tutto non fosse passato dalle mie mani. Ho provato abiti, scarpe, biancheria in cerca di ciò che ancora è mettibile, ciò che destinerò ad altro uso e ciò che butterò, senza pietà.
Non si è salvato molto ma direi che ho ancora qualche chance di ritrovarmi donna davanti allo specchio.
Ho salvato:


fiori rossi che, nonostante il loro nefasto destino, mi hanno sempre fatto sentire leggera e con la voglia di ballare


un po' di metallo in ricordo del mio periodo punk (perdonate, ero adolescente)


lievi piccoli pois di un abito che, spero, rimetterò presto


un rossetto per i baci di mamma e non solo!

Ecco il mio modo di riscoprirmi donna: fedele a se stessa e indifferente alle mode.

domenica 17 aprile 2011

Il sogno può bastare: un prato in primavera

Per fare un prato occorrono un trifoglio e un'ape.
un trifoglio e un'ape,
e il sogno.
Il sogno può bastare
se le api sono poche.

Emily Dickinson, 1924




giovedì 14 aprile 2011

Pasqua come da tradizione: la ricetta della Crescia

foto qui

Mancano pochi giorni alla Pasqua. Tutte le famiglie, credenti e no, stanno preparando la festa. Si pulisce la casa, si sistemano balconi e giardini, si fanno gli allestimenti, si scrivono gli auguri, si invitano amici e parenti, si pensa al menu.
Ecco allora la ricetta pasquale della nostra famiglia: nella nostra famiglia non c'è Pasqua senza crescia. L'antipasto per eccellenza. La crescia è una specie di pane condito e profumato di un color giallo intenso con la crosta fragrante e la mollica asciutta: un accompagnamento ideale per un buon insaccato grasso come il salame. Originariamente si faceva per le gite fuori porta di Pasquetta e in effetti è perfetta per un pic nic.
La ricetta proviene dal lato marchigiano della nostra famiglia: mia nonna la faceva e tutt'ora la mia zia Maria (prozia) la prepara con risultati oserei dire monumentali.
Fortunatamente ce ne prepara una anche per il viaggio che i miei genitori fanno ormai d'abitudine tutti gli anni a dicembre (purtroppo le fotografie della sua crescia di quest'anno sono intrappolate nel mio computer che è defunto a Natale).
Ovviamente non si può consumare tutta in una volta, a meno di fare una festa con molti invitati. Quella che non si mangia basta tagliarla a pezzi e surgelarla. Perde un po' di profumo ma rimane ottima.
La ricetta è semplice. Bisogna solamente procurarsi una tortiera grande con bordi alti (mia zia una una pentola smaltata e "alza" i bordi con la cartaforno) e prestare molta attenzione agli spifferi. La lievitazione è molto delicata. Mia madre la copre con una coperta di lana e non la muove se non quando è ora di infornarla.

Crescia
Ingredienti
10 uova
1 kg farina
200 g formaggio grattuggiato
100 g lievito di birra
1 bicc.re olio extravergine d'oliva
1 cucc.io medio di cannella macinata
1/2 bicc.re acqua
sale
Fare la fontana con la farina, aggiungere il lievito sciolto nell'acqua intiepidita, le uova leggermente sbattute, il formaggio, l'olio, la cannella e il sale. Mescolare finché il composto non sarà omogeneo. Versarlo in una tortiera con i bordi alti unta di olio o strutto e lasciare lievitare al caldo al riparo dagli spifferi. Cuocere in forno a 180-200° per circa 40 minuti.
Bon appétit!

P.S. Dopo Pasqua aggiornerò il post con le fotografie della crescia di quest'anno...

***


Ecco la mia prima crescia fatta per questa Pasqua: ho usato 5 uova e dimezzato tutte le dosi. Buona ma non eccellente. Mi ci vorrà molta esperienza per arrivare alla bontà della crescia di mia zia :-)

(post aggiornato il 25 aprile 2011)

mercoledì 13 aprile 2011

Una bimba all'asilo nido: il sacchetto per il corredo

Eccolo!

Una corsa contro il tempo per realizzarlo, la mia piccola montagna da scalare di qualche settimana fa. Finito la notte prima che Tecla iniziasse la sua avventura al nido.
Sono molto soddisfatta del mio lavoro. Sarà che mi ero già cimentata con il sacchetto per Amelia... sarà che le sfide mi piacciono... sarà.
L'idea per il ricamo di questo sacchetto parte da molto lontano. Quando nell'autunno del 2009 Daniela di Calme et cacao annunciò la nascita della sua piccola Eloise pubblicò la fotografia di questo bellissimo ricamo. Mi affascinò: poetico, ben fatto e con una tecnica per me nuova: ricamo misto ad applique. Rimase in un cantuccio della mia testa... sapevo che avrei avuto l'occasione per realizzare qualcosa con la stessa tecnica.
Qualche mese più tardi, al lavoro, mi capitò in mano questo libro di lavoretti per bambini. Carta, cartoncino e così via. Sfogliandolo trovai una bambina realizzata con la tecnica del collage. Bella, con uno schema semplice. Mi annotai la scoperta e la misi fra i progetti da fare.

Poi arrivò il momento di scegliere il soggetto per il decoro del sacchetto porta corredo di Tecla per l'asilo nido. Cerca cerca fra i miei raccoglitori di ritagli ed ecco: perché non realizzare quella bambina fatta con il collage con la tecnica applique?
Vado in biblioteca e riprendo in prestito questo libro per suggerimenti, questa volta per realizzare un applique vero e proprio.
Pensa e ripensa e poi l'immagine del ricamo di Daniela mi torna alla mente. Qualche disegno di prova e via.
Sono partita da un collage per creare un disegno da ricamare con tecnica mista.

Per la realizzazione del sacchetto sono bastati uno scampolo di questa tela avorio di Ikea, qualche ritaglio di stoffa di mia nonna di quelli che si utilizzavano per cucire i grembiulini da cucina e un nastro in tinta.
La tecnica di applique a mano che ho utilizzato l'ho "imparata" guardando questo video.
I punti che ho usato: punto erba, punto catenella, punto lanciato e punto piatto.
Il mio schema (pattern) del ricamo potete scaricarlo qui.
Se vi piace e lo utilizzate fatemelo sapere, ne sarei felice :-)

venerdì 8 aprile 2011

Fragole a merenda

Pomeriggi primaverili trascorsi en plein air a mangiare fragole e panna o panna e torta.




Dipende dai gusti.
Qual è la vostra merenda tipicamente primaverile?

Titolo del post da Fragole a merenda di Sabrine d'Aubergine ;-)

giovedì 7 aprile 2011

Vitalbe in città: una frittata primaverile

Un brutto posto di lavoro. Non fraintendiamoci, il lavoro è bello ma il luogo dove lavoro è più simile ad una conigliera. Il mio ufficio è collocato in un'area in parte dismessa di un edificio scolastico, le finestre sono di quelle da seminterrato con le grate antintrusione e si affacciano sotto la scala antincendio. Una tranquillità sepolcrale e un gran caldo per l'esposizione a sud e per il riscaldamento tenuto troppo alto. Anche l'esterno lascia a desiderare. La manutenzione del giardino viene viene fatta una, due volte all'anno. Siamo così sepolti da una vegetazione lussureggiante e infestata... dalle vitalbe!

Le vitalbe sono le punte tenere della clematis vitalba, una pianta rampicante selvatica. Solitamente si colgono in campagna lungo le strade, nelle zone incolte o nei boschi in primavera ed estate.
Io ho la fortuna di avere a disposizione di un pezzetto di campagna in piena città! Fa parte dei benefit di questo lavoro...
Con le vitalbe, da sempre nella nostra famiglia, si prepara la frittata. Una vera ghiottoneria.

Frittata con le vitalbe


Ingredienti
un mazzetto di vitalbe
4 uova
1 spicchio d'aglio
1 manciata di Grana padano o Parmigiano Reggiano grattuggiato
2-3 cucchiai olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Sciacquare bene le vitalbe e scottarle in acqua salata bollente per pochi minuti. Scolare bene e tagliuzzarle.
Nella padella dove cuocerà la frittata far appassire l'aglio in poco olio e insaporire le vitalbe. Salare e pepare. Lasciare intiepidire. In una terrina sbattere le uova giusto il tempo di amalgamare tuorlo e albume, unire il formaggio e le vitalbe. Mescolare bene. Scaldare l'olio rimasto nella padella, versare il composto di uova e cuocere la frittata facendo attenzione che cuocia uniformemente senza bruciare - basta aiutarsi con una forchetta e spostare leggermente il composto in modo da lasciare che la parte ancora liquida scivoli verso il fondo della pentola -. A metà cottura girare la frittata con l’aiuto di un coperchio inumidito: appoggiare il coperchio sulla superficie della frittata e con un veloce e deciso giro di polso capovolgere la pentola. La frittata scende sul coperchio e si fa scivolare nuovamente nella padella. Ancora qualche minuto e voilà la frittata è fatta. Si serve calda o fredda.
Bon appétit!

Attenzione: la clematis vitalba, come tutte le ranunculaceae è tossica: si utilizzano solo i getti teneri e non bisogna farne una scorpacciata: concedetevi una frittata all'anno!

lunedì 4 aprile 2011

Un fiore, una leggenda: Il mughetto


Sui monti dell'Alta Savoia, nelle lunghe veglie invernali si narra la leggenda di Fiorina salvata miracolosamente da un fatto eccezionale.
In una bellissima giornata di aprile, tanti e tanti anni fa, la piccola pastorella Fiorina partì da casa per andare all'alpe dove suo padre aveva portato il gregge a pascolare. Quell'anno la stagione era in anticipo, e già il caldo si faceva sentire. I fiori erano sbocciati tutti prima del tempo e pur essendo in montagna, ai margini del bosco i mughetti erano già fioriti e spandevano intorno il loro profumo. Fiorina aveva promesso al padre di non fermarsi a coglier fiori perché il tempo in montagna cambia all'improvviso... ma la bimba, Petit Fleur la chiamavano in paese, non seppe resistere: erano così belli e così profumati. Delle piccole campanelle che sembravano tintinnare al vento.
Ma il cielo si era oscurato, i tuoni seguivano rapidamente ai fulmini e la piccola non aveva ancora raggiunto l'alpe. Corse allora ma sul ciglio di un burrone cadde esausta. Cadde e svenne. Quand'ecco un tintinnio di campanelle si levò nell'aria e discese a valle. Tutti l'udirono. E tutti pensarono che qualcosa di eccezionale doveva essere successo in montagna, e forse qualcuno era in pericolo. Fiorina fu salvata: i mughetti, tutti i mughetti del bosco, per un volere superiore, si erano messi a tintinnare. Da allora, in quel paese i mughetti si chiamano anche "Les clochette de la Vierge".

sabato 2 aprile 2011

Tulipani barocchi


Quando vidi la prima volta questi fiori, qualche anno fa, rimasi folgorata: i tulipani pappagallo o parrot. Sono dei fiori superbi. Quando sono chiusi sembrano dei tulipani normali sono un leggero tremore che lascia presagire un che di arrogante e sfacciato.


quando si aprono si svelano: carnosi, bordi frastagliati, volute, colori. Un tripudio barocco.


Sono fiori splendidi e molto decorativi.
Se vi dovesse capitare di trovarne non lasciateveli scappare ma acquistateli ancora chiusi per due motivi: vi possono stupire per le sfumature inaspettate e soprattutto potete goderne la fioritura in tutte le sue fasi: dal tenero croccante dei boccioli alla tiepida mollezza del fiore quasi sfatto che si allunga per appoggiarsi, stanco, sul tavolo. Una meraviglia.
Non avete un vaso adatto? Procuratevi dei rami secchi dritti tutti della stessa misura (io ho usato i rami potati delle ortensie) e una bottiglia di plastica o, meglio, un vaso di vetro anonimo (anche di quelli per conserve). Legate insieme i rametti in modo a formare una "palizzata" con un filo di ferro sottile o con dello spago e chiuderela intorno al vaso. Coprire il filo di ferro con della rafia. Un poco d'acqua e il gioco è fatto.

Se siete molto fortunati potete trovare anche i bulbi. Sono facili da piantare e danno molta soddisfazione.

P.S. Non dimenticate di tagliare i gambi in obliquo. Dopo qualche giorno rinnovate il taglio e cambiate l'acqua.