venerdì 16 settembre 2011

Allattamento, ultimo giorno

Questa mattina ho allattato Tecla per l'ultima volta. Poi ho pianto. In silenzio.
So bene che potrei allattare ancora e magari a lungo. Ma io non ce la faccio più. Sono fisicamente stanca: sono più di due anni che allatto con una breve pausa fra una gravidanza e l'altra.
Solo che emotivamente non sono pronta. Mi sembra ancora così piccola.
Quando qualche settimana fa ho smesso di allattarla alla sera, prima di dormire, ero pronta ai suoi possibili pianti, che non sono arrivati che alla prima sera quando anch'io piangevo. Mi è sembrato un buon segno.
Forse lei domani neanche si accorgerà che la sua mattina non inizierà fra le mie braccia. Ma le mie braccia ricorderanno al lungo la sua impronta e il suo abbandonarsi placido.
Per lei sarò presente in un altro modo che non avrà però un sapore così intimo ed esclusivo. E questo mi rattrista.
Ma poi come un mantra queste parole:

Braccia si aprono come porte,
Porte si aprono come possibilità.

Sono parole di benvenuto e sono perfette: accogliere i propri figli significa anche lasciarli andare.

Scusate lo sfogo ma ritengo che sia necessario parlare anche dei lati meno piacevoli dell'allattamento. Della fatica, dell'impegno e delle incertezze che si possono incontrare sul cammino. Perché si diffonda davvero una cultura dell'allattamento materno.

Le parole sono di questo libro bellissimo di Roberta Gorni già citato qui.

7 commenti:

  1. Mi hai commossa... Dare vita è la realizzazione della nostra vita. E io, a un passo dai trenta, comincio a sentirne il bisogno :)

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  2. Che tenerezza leggerti così...mi sono commossa. Non sono ancora madre ma posso immaginare, le tue parole intense mi hanno rafforzzato il concetto. Dev'essere dura ma credo che il mantra sia una grande verità e tu, anche se hai pianto com'è normale che sia....sei sulla strada giusta per lasciarla andare....arriveranno tanti di questi momenti....per cui ricordati di questo primo distacco, del mantra che trovo bellissimo e della forza che metterai d'ora in avanti.

    Ti abbraccio e grazie per questo emozionante post, per esserti confidata.

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  3. @Selene: anche se ci si sente pronti a dare la vita, ogni giorno si impara ad essere genitori. E non è sempre facile.
    @Ninfa: queste parole sono davvero profonde. Leggerle e riflettere sul loro significato mi ha chiarito la posizione che voglio avere come madre. Ma non sempre le emozioni ci seguono da vicino...

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  4. mi rispecchio in ogni tua parola. hai fatto bene a segnarlo, per tutte e soprattutto per tua figlia. per spiegarle come sia andato tutto bene ma sia stato comunque per te un momento di "dolore". come nella poesia della bombeck “I figli sono come gli aquiloni,
    passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
    Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato.
    Come gli aquiloni essi finiscono a terra .... e tu
    rappezzi e conforti, aggiusti ed insegni.
    Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare.
    Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne:
    ad ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme.
    Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre di più
    e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
    come è giusto che sia, libera e sola.
    Allora soltanto saprai di aver assolto il tuo compito”

    un abbraccio. a presto, s.

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  5. @Silvietta: le immagini che evochi sono sempre significanti. Grazie, mi aiuti a crescere come donna e mamma. Ricambio il tuo abbraccio con affetto

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  6. Mi hai fatto piangere, hai reso benissimo l'intensità del momento e dell'esperienza...

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  7. @Mammatrafficona: l'allattamento delle mie due figlie è stata un'esperienza molto significativa per me come mamma e amche come donna. Ed ancora sono emotivamente scossa. Ci vorrà tempo.

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