giovedì 3 febbraio 2011

San Biagio e il panettone


Oggi si festeggia San Biagio e a Milano, e non solo, si mangia il panettone.
La tradizione vuole che a Natale si avanzi un bel pezzo di panettone e si conservi per mangiarlo il 3 febbraio in onore del santo.
Biagio di Sebaste era vescovo e medico e un giorno, dice la leggenda, chiamato da una madre disperata, corse al capezzale del figlio agonizzante che aveva una lisca di pesce conficcata in gola. Biagio benedì un pezzo di pane e lo diede da mangiare al bambino: la mollica portò con sé la lisca e il bambino riprese a respirare. Si gridò al miracolo. Forse per stroncare la crescente popolarità del vescovo Biagio, Agricola, prefetto di Diocleziano, lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare. Biagio divenne in questo modo martire e santo.
In ricordo di questo episodio nasce e si tramanda il rito della "benedizione della gola" che si compie appoggiando due candele incorciate sulla gola mentre si invoca l'intercessione del santo. E si mangia pane benedetto.
Il panettone che sostituisce il pane benedetto arriva in seguito.
Qualche secolo dopo, quando il panettone fa già parte delle tradizioni milanesi, frate Desiderio, prima di Natale, ricevette da una donna un panettone da benedire ma, giorno dopo giorno ne mangiò un pezzettino e quando la proprietaria, il 3 febbraio, lo reclamò, il frate si disperò... sapeva di averlo mangiato tutto.
Frate Desiderio cercò l'involucro dove era conservato il dolce e miracolo: il panettone era lì. Merito di San Biagio!
Sperando nella moltiplicazione dei panettoni molti milanesi portarono il Natale successivo i loro panettoni da benedire. Frate Desiderio li benedì e raccomandò a tutti di conservarne un pezzetto per il 3 febbraio.
Da allora la mattina del 3 febbraio, per proteggere la gola dai malanni si usa mangiare un pezzetto di panettone.

Noi ne conserviamo un pezzetto ma a Milano si trovano in vendita. Dopo San Biagio però il panettone diciamo... viene a noia. Cosa fare con quello che avanza? Ecco un'idea golosissima.

Tartufi di panettone
panettone avanzato q.b.
250 g mascarpone
3 tuorli
100 g zucchero a velo
poco brandy
cacao amaro q.b.
Spezzettare il panettone. In una ciotola capiente montare bene lo zucchero con i tuorli. Aggiungere il mascarpone e poco brandy mescolando bene. Unire al composto il panettone facendo assorbire la crema finché sarà consistente: nè troppo molle nè troppo duro. Lasciare riposare una mezzoretta o più in frigorifero. Con l'aiuto di un cucchiaio formare delle palle grandi come palline da golf e rotolarle nel cacao. Disporre i tartufi sul piatto di portata (volendo si possono mettere nei pirottini di carta di misura adeguata). Conservare in frigorifero e tirarli fuori quindici minuti circa prima di servirli.
Bon appétit!

Attenzione: non sono proprio tartufi... sono tartufoni e uno tira l'altro. Andateci piano!

1 commento:

  1. Uao!! Ieri sera ho mangiato il panettone di S. Biagio, mia nonna, milanese doc lo tiene via da Natale. Non conoscevo la sua storia... ma soprattutto quella ricettina.... provvederò!

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