martedì 30 novembre 2010

I diritti naturali di bimbi e bimbe - Il diritto a sporcarsi

Secondo appuntamento con Piccolalory: il diritto a giocare con sabbia, terra, erba, foglie, acqua, sassi, rametti (e molto altro).


Tutte le volte che si può bisogna permettere che i nostri bimbi sperimentino gli elementi naturali che ci circondano:
far scorrere la sabbia fra le dita, bagnarla per costruire un castello con fossato, assaggiarla e sentire che scricchiola sotto i denti...
odorare la terra e saggiarne le consistenze diverse: zappare e rastrellare per prepararla ad accogliere una nuova piccola vita...
tingere i pantaloni preferiti [dalla mamma] di un verde brillante, un verde "erba"...
raccogliere foglie con paletta e secchiello... e scappare con le foglie strappate dalle piante della nonna perché il bello è farsi inseguire...
sentire i rumori dell'acqua: un ruscello, una cascata, un rivolo che scorre dai vasi e uno splash di quella pozzanghera dove mettere i piedi e perché no... anche le mani per vedere sparire la propria immagine...
allineare sassi in una lunga fila e combattere con una spadina di legno facendo correrre il gatto...
:-)

giovedì 25 novembre 2010

La cucina degli scarti

"Dal momento in cui facciamo la spesa fino a quando gustiamo il piatto che abbiamo cucinato compiamo numerose scelte: ognuna di esse influisce sulla quantità di rifiuti che produrremo, sull’acqua e sull’energia che utilizzeremo."

Questa è la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti pertanto per questo Giovedì da Nora vorrei segnalare questo blog dove gli autori, Lisa Casali e Tommaso Fara danno consigli e ricette facili per utilizzare anche gli "scarti" per una cucina più sostenibile, ad impatto (quasi) zero.
Si può anche contrubuire al blog: basta rispettare tre regole. La base di ogni piatto dev'essere uno scarto o un avanzo, gli altri ingredienti devono essere presenti comunemente in dispensa e la realizzazione dev'essere semplice.
Chi non ha voglia di sperimentare può affidarsi anche al loro libro edito da Gribaudo.


Libro: Lisa Canali,Tommaso Fara, La cucina impatto [quasi] zero, Gribaudo, 2010

Blog di cucina ecosostenibile: Ecocucina

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Menu settimanale
giovedì: spaghetti con le vongole, julienne di carote
venerdì: caponata di carciofi, merluzzo fritto
sabato: risotto allo zafferano, insalata [pranzo] - cavolfiore rustico [cena]
domenica: spezzatino di maiale saporito, pure autunnale, torta alle melograne [pranzo] - Passato di verdure con crostini [cena]
lunedì: zuppa d'orzo e lenticchie
martedì: patate e broccoletti
mercoledi: scaloppe al pepe verde, catalogna in insalata

mercoledì 24 novembre 2010

I diritti naturali di bimbi e bimbe - Il diritto all'ozio

Arrivo un po' in ritardo al primo appuntamento di Piccolalory.
Questo pomeriggio non ho impegni...
dopo una valutazione attenta delle offerte del supermercato


preparo la pappa per le mie bambole, cambio loro il pannolino e le metto a letto
svuoto il cesto dei giocattoli... cercavo ... non ricordo ma mi sembra che fosse qui...
mi rotolo sul divano - se la mamma non mi vede -
"ascolto" la mia musica preferita
mi "vesto", mi travesto e mi metto a nanna con la mia copertina
e finalmente posso dedicarmi alla lettura nella mia casetta


...d'altro canto, i mestieri li ho fatti ieri ;-)

martedì 23 novembre 2010

Si increspa il vento grigio... storie di ulivi e olive. Parte prima

Da qualche anno qui in Brianza è scoppiata la mania di piantare ulivi. La zona non è climaticamente vocata tranne per le sponde del Lago di Como dove la coltivazione dell'ulivo è presente da sempre tanto da essere presente nei toponimi come ad esempio Oliveto Lario, paese che deve il proprio nome proprio alla coltivazione degli ulivi. Fin dal medioevo in questa località si produce un olio che oggi ha ottenuto la denominazione di origine protetta Laghi Lombardi.
Ma ci stiamo già spostando dalla Brianza vera e propria dove, nonostante il clima, vivai e giardini si sono riempiti di esemplari più o meno vecchi (e sarebbe interessante verificare la provenienza delle piante...).
Anche nel giardino di mia sorella Elena c'è una pianta di ulivo piantata dai precedenti proprietari.
Nei giorni scorsi ne abbiamo colto i frutti. Che farne? Olive... in salamoia! Non è stato un raccolto molto abbondante  ma è sufficiente per le esigenze di due famiglie. Abbiamo provato a farle con questa ricetta semplicissima. Il risultato lo gusteremo fra qualche mese.

Olive in salamoia

Ingredienti
olive non troppo mature
acqua
sale grosso
Una volta raccolte le olive bisogna mondarle eliminando i piccioli e scartando quelle ammaccate e quelle troppo piccole.


Poi si suddividono per calibro.


Una volta suddivise si devono lavare e mettere in ammollo in acqua per qualche giorno ricondandosi di cambiare spesso l'acqua.


Trascorsi i giorni di ammollo si elimina l'acqua e si invasano - utilizzando vasi grandi - e si coprono con una salamoia al 12% fatta cioè con 120 gr di sale grosso per 1 litro di acqua (basta scaldare appena appena l'acqua e sciogliere il sale).


Dopo 2 mesi circa si elimina la prima salamoia, si sciacquano le olive e si invasano in vasetti adatti al consumo - non troppo grandi - e si coprono con una salamoia al 6% (fatta con 60 gr di sale per 1 litro d'acqua) si chiudono e si lasciano riposare almeno 3-4 mesi. Per valutare il grado di sapidità si possono assaggiare man mano che il tempo passa e consumarle a proprio gusto.
Bon appétit!

Di altri ulivi e olive:
Cambiando strada
Miciobigio
La regina del Sapone

Titolo del post da: Federico Garcia Lorca, Paesaggio

sabato 20 novembre 2010

Querce di casa mia

 
Alla tua casta ombra, quercia vecchia,
voglio scandagliare la fonte della mia vita
e togliere dal fango della mia ombra
i lirici smeraldi.

Butto le reti nell'acqua torbida
e le ritiro vuote.
In fondo al fango tenebroso
stanno le mie gemme!

Nascondi nel mio cuore i tuoi rami santi!
o solitaria quercia,
e lascia nella mia anima
i tuoi secreti e la tua calma passione!

Questa tristezza giovanile passa,
lo so! L'allegria
un'altra volta lascerò le sue ghirlande
sulla mia fronte ferita,
anche se le mie reti non pescheranno mai
l'occulta gemma
di tristezza incosciente che risplende
in fondo alla mia vita.

Ma il mio grande dolore trascendentale
e' il tuo dolore, quercia.
E' lo stesso dolore delle stelle
e del fiore appassito.

Le lacrime scivolano a terra
e, come le tue resine,
corrono sull'acqua del fiume
che scende nella notte fredda.
E anche noi cadremo,
io con le mie gioie,
e tu pieni i rami di invisibili
ghiande metafisiche.

Non m'abbandonare mai nelle mie tristezze,
scheletrica amica.
Cantami con la tua bocca vecchia e casta
un'antica canzone,
con parole di terra intrecciate
all'azzurra melodia.

Getto ancora una volta la rete
nella fonte della mia vita,
rete fatta di fili di speranza,
nodi di poesia,
e prendo pietre false fra un fango
di passioni addormentate.

Col sole autunnale tutta l'acqua
della mia fontana vibra,
e noto che senza più radici
la quercia mi sfugge.
 
(Federico Garcia Lorca, Quercia, 1919)

Una poesia per celebrare due alberi imponenti del nostro giardino.  Due alberi che hanno visto crescere noi e nascere le mie bambine. Due alberi che ci hanno dato ombra e riparo. Due alberi che hanno colorato le nostre stagioni della vita. Fra poco verranno abbattuti. Non possiamo fare altrimenti. Almeno oggi, che è la loro festa voglio dedicare loro queste parole profonde.
Oggi 21 novembre si celebra la Festa dell'Albero. Uscite e dedicate a loro un pensiero o un gesto d'amore.

giovedì 18 novembre 2010

Pensieri e parole


Un anno dal mio primo post.
Pensieri e parole che hanno accompagnato il lento trascorrere di questo anno di grande cambiamento per la mia vita.
Vorrei ringraziare tutti i miei lettori fissi e "mobili" e coloro che sono passati di qui.
Davanti a me ora ci sono nuove notti e nuovi giorni da raccontare e condividere.

domenica 14 novembre 2010

Basta a ciascun giorno il suo affanno

Sono appesi su di un armadietto della cucina dei miei genitori, lo sono da tanto tempo e spesso mi sono fermata a leggere e a riflettere. Richiedono impegno e costanza. Sono i dieci comandamenti del Decalogo della quotidianità di papa Giovanni XXIII.

Poi una decisione: saranno il mio impegno per l'avvento di quest'anno.
  1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.
  2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà; non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non pretenderò di migliorare o di disciplinare nessuno tranne me stesso.
  3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
  4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
  5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima.
  6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
  7. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.
  8. Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l'indecisione.
  9. Solo per oggi crederò fermamente, nonostante le apparenze contrarie, che la buona Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
  10. Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.
Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.
"Basta a ciascun giorno il suo affanno"
 
E per noi che seguiamo il calendario ambrosiano l'avvento inizia oggi.
E allora coraggio, solo per oggi...

giovedì 11 novembre 2010

[Perché ero] nudo e mi avete vestito: San Martino


... Un giorno, era autunno inoltrato, Martino cavalcava pensando a quanto tempo era passato da quando aveva lasciato il suo regno. Era novembre.
Le giornate si facevano sempre più fredde, e una fittissima nebbia avvolgeva tutte le cose. Si strinse nel suo mantello rosso. L’umidità dell’aria si sentiva fin nelle ossa. Ad un certo punto il cavallo si fermò, come se avesse sentito qualcosa. Allora Martino scese dalla sella e vide, seduto sul ciglio della strada, un povero mendicante. Il freddo era insopportabile. Martino guardò tra le sue cose se c’era qualcosa che poteva essere utile per soccorre l’uomo, ma non aveva nulla. Allora, senza nemmeno pensarci un attimo, si tolse il mantello, lo alzò in aria, e impugnata la sua spada lo divise in due parti uguali. Poi con una metà andò a coprire il mendicante, e lui si accontentò dell’altra metà. Quindi, senza dire una parola, rimontò in sella e si allontanò nella nebbia, sotto lo sguardo riconoscente dell’uomo. Subito dopo avvenne una cosa davvero incredibile: la nebbia sparì di colpo per lasciar filtrare i raggi del sole, ed erano raggi caldi come in estate, capaci di scaldare tutto il paese. Martino si tolse anche il pezzo di mantello rimasto, tanto faceva caldo.




Cantando questa canzoncina  abbiamo illuminato la sera con le nostre lanterne costruite, con qualche modifica, come spiega bene Ester. E rientrate in casa un te caldo e il biscotto di pasta frolla decorato dalle bimbe ci stavano aspettando. Davvero una festa. La nostra prima festa di San Martino.


Biscotto di San Martino


Ingredienti
250 gr farina
100 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo
vaniglia o scorza di limone grattuggiata
sale
Per decorare: cioccolato, glassa bianca o colorata, confettini, codette, zuccherini, caramelle e tutto quello che suggerisce la fantasia.
Disegnare la sagoma di san Martino su un foglio di carta o cartoncino e ritagliarla. Impastare velocemente farina, burro, zucchero, uova e vaniglia o scorza di limone grattuggiata. Avvolgere la pasta nella pellicola e farla riposare un'ora in frigorifero. Stendere la frolla direttamente su un foglio di carta forno, appoggiare la sagoma di san Martino e tagliare la pasta con un coltellino affilato. Togliere la pasta in eccesso. Trasferire il tutto su una placca del forno e cuocere a 180° per 10-12 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e decorare. Noi abbiamo usato cioccolato fodente fuso spalmato e decorato con zuccherini, ciliegie candite e frutta secca. Far asciugare e servire.
Bon appétit!


Titolo del post: Vangelo di Matteo, 25, 35-36
Immagine: Simone Martini, San Martino divide con il povero il suo mantello, affresco, chiesa di San Francesco, Siena
Il racconto qui 
Altri biscotti: da Amalia e da laluzz


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Menu settimanale
giovedì: polenta burro e salvia, catalogna ripassata
venerdì: tortino di alici e erbe amare
sabato: cous cous funghi e zafferano, spinaci al burro [pranzo] - crêpe prosciutto e formaggio, broccoletti al vapore [cena]
domenica: pizza [cena]
lunedì: crema di finocchi e robiola
martedì: mozzarella in carrozza, lattuga romana in insalata
mercoledì: cotechino alla piastra, radicchio di Treviso agrodolce

lunedì 8 novembre 2010

Di staffette, catene e ricordi

Nei giorni scorsi sono stata invitata da due care blogger, Alchemilla e Mikela a partecipare a due "catene" che si sono rivelate molto simili. Mi sono trovata nell'imbarazzo di scegliere se partecipare ad entrambe, ad una delle due o a nessuna... poi ho deciso: risponderò solo alle domande perché sono state per me un'occasione per ripensare alla mia giovinezza! Non me ne vogliano...
Visto che ci sono...ispirata da Bussola ci metto pure qualche fotografia... non mia ma pescata qua e là in rete.
Ed ecco domande e risposte:
1) quando da piccoli vi domandavano cosa volevate fare da grandi cosa rispondevate?
La veterinaria of course!


2) quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
In casa nostra se ne vedevano pochi ma direi che Ken il guerriero è stato il mio preferito in assoluto.


3) quali erano i vostri giochi preferiti?
Ho giocato tantissimo con le mie sorelle e i nostri vicini di casa, eravamo una banda. Mi ricordo ore trascorse a giocare all'elastico e a nascondino... indimenticabili.


4) qual é stato il più bel vostro compleanno e perché? 
... non l'ho ancora festeggiato... siamo scaramantiche ;-)


5) quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Un viaggio a Machu Picchu: ho sempre sognato di guardare dal vero questa magnificenza:


6) quale è stata la vostra prima passione sportiva e non?
L'equitazione, motivo per cui, ancora oggi, non mangio carne di cavallo...


7) quale è stato il vostro primo idolo musicale?
Non ridete: Billy Idol


8) qual è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia?
Per anni e anni ho chiesto il CD de Il lago dei cigni di Čajkovskij, mai regalo è stato così desiderato. Alla fine sono stata accontentata.




[immagini e fotografie: qui, qui, qui, qui, qui, qui]

giovedì 4 novembre 2010

Fil rouge: ricette d'autunno

Tema unico di questo Giovedì da Nora è il frutto rosso di stagione: ricette con la melograna.


Vi propongo un menu con due ricette mie e con due segnalazioni dei blog di cucina che frequento.
Si inzia con un'insalata ricca e gustosissima e si prosegue con la tacchinella alla melograna, quasi un classico. Per finire la squisita torta alle melograne di Sara de Fior di frolla oppure la panna cotta vaniglia e melograna di Maia de Sac à poche, entrambe da provare!

Insalata ricca alla melograna

Ingredienti
1 cespo piccolo di lattuga romana
1 cespo piccolo di radicchio di Treviso
200 gr castagne precotte
150 gr pancetta affumicata a dadini
1 melograna
100 gr noci sgusciate
1 scalogno
aceto balsamico
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Mondare, lavare e asciugare le insalate. Spezzettarle e disporle in un piatto da portata grande. Sbucciare e sgranare la melograna.
Rosolare in poco olio la pancetta con lo scalogno sbucciato e tritato. Unire le castagne e farle insaporire per 2-3 minuti. Salare, pepare, unire l'aceto balsamico e spegnere. Versare il tutto sulle insalate facendo una bella composizione. Cospargere con le noci spezzettate e i chicchi di melograna. Servire subito.

Tacchinella alla melograna

Ingredienti
1 tacchinella
150 gr pancetta stesa affettata sottile
2 melograne mature
60 gr burro
olio extravergine d'oliva
1 ciuffetto di salvia
1-2 foglie di alloro
sale e pepe
Avvolgere la tacchina con le fettine di pancetta e legarla strettamente. Metterla in una teglia da forno e condirla con poco olio, il burro, sale, pepe e aromi. Cuocere in forno a 190° per un'ora e mezza - due (il liquido che fuoriesce dalla pancia dev'essere trasparente) bagnando con il condimento. A metà cottura irrorare con il succo ottenuto spremendo le due melograne. A cottura ultimata servire a pezzi con il sugo ristretto.
Bon appétit!
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Menu settimanale
giovedì: maltagliati con verza e fonduta di taleggio
venerdì: tranci di nasello con pomodori secchi, coste in insalata
sabato: risotto con speck e rosmarino, carote al vapore [pranzo] - patate-panino alla scamorza [cena]
domenica: verzini ripieni con riso per contorno, torta di mele [pranzo] - passato di vedure con crostini [cena]
lunedì: zuppa d'orzo con patate
martedì: insalata ricca alla melograna
mercoledì: spezzatino di pollo ai capperi, cicoria bianca di Milano in insalata

mercoledì 3 novembre 2010