lunedì 29 marzo 2010

I giardini di marzo

Si comicia... pulire i vasi


preparare il terreno per le piante annuali da fiore

 ripulire le zone dove sono messe a dimora le erbacee perenni e cospargere il terreno con buon terriccio

finire le potature

arieggiare il terreno

innaffiare

e godersi il giardino vestito di nuovi colori

fra ospiti che sorvegliano i lavori

e ricordi della passata stagione

giovedì 25 marzo 2010

Storie di grano saraceno

Ieri al lavoro mi è capitato fra le mani un volumetto di Ernesto Ferrero molto interessante, si tratta de: La luna del Manzoni e altre storie di grano saraceno, Como, 2009.

In questo piacevole trattatello si parla del grano saraceno, un ingrediente tipico della cucina valtellinese di cui scopro origini, usi e due splendide citazioni letterarie: Alessandro Manzoni che ne I promessi sposi descrive la polenta taragna come piccola luna in un gran cerchio di vapori e Hans Christian Andersen che scrive addirittura un racconto che parla di questo cereale.
Ispirata da queste letture, per questo Giovedì da Nora non scriverò la ricetta di qualcosa che cucinerò questa settimana ma di un piatto che amo in tutte le stagioni: i pizzoccheri.
La ricetta, che può considerarsi a tutti gli effetti una ricetta tradizionale della cucina italiana, è comune a tutta la Valtellina con una viariante importante a Chiavenna, dove il termine pizzoccheri indica degli gnocchetti, ma qui riporterò la ricetta codificata e registrata dall'Accademia del Pizzocchero di Teglio.

Pizzoccheri di Teglio

Ingredienti
400 g farina di grano saraceno
100 g farina bianca
200 g burro
250 g formaggio Valtellina Casera dop
150 g grana padano grattuggiato
200 g verze tagliate a pezzetti (possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini)
250 g patate tagliate a tocchetti
uno spicchio di aglio
sale e pepe
Mescolare le farine, unire poca acqua e lavorarle fino ad avere un impasto consistente ma elastico. Stendere con il mattarello una sfoglia di 2-3 millimetri e tagliarla a strisce larghe 7-8 centimetri. Sovrapporre le strisce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri. In una pentola capiente portare a bollore abbondante acqua salata e cuocervi verze e patate. Dopo circa 5 minuti unire i pizzoccheri. Dopo una decina di minuti raccogliere pizzocheri e verdura con la schiumarola e versarli in una teglia ben calda facendo degli strati alternando pizzoccheri e formaggio (Casera e grana grattuggiato) fino al termine degli ingredienti.
Rosolare l'aglio nel burro e poi versarlo sui pizzoccheri.
Non mescolare, spolverare con una macinata di pepe e servire ben caldi.
Bon appétit!
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Menu settimanale
giovedì: pizza margherita, patatine
venerdì: frittata, erbette saltate
sabato: risotto zafferano e salsiccia, cicoria Milano in insalata [pranzo] - torta di coste [cena]
domenica: coniglio e patate arrosto, budino al cioccolato [pranzo] - panini [cena]
lunedì: pasta e fagioli
martedì: tortiglioni pancetta e funghi al forno
mercoledì: scaloppine di maiale, carote saporite

domenica 21 marzo 2010

O primavera nuda

O primavera nuda
coperta di soli fior.
Sanno tutto di te
ormai sul Naviglio,
solo tua madre
aveva la tempesta.
Ti copri ormai le mani
che hanno sole d'amore,
vogliono il tuo mistero:
baciar la Poesia.
(Alda Merini)

Come ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera si celebra la Giornata mondiale della poesia promossa dal 1999 dall'Unesco.

sabato 20 marzo 2010

Jour du macaron

La primavera, fresca stagione ricolma di delicatezza, comincia con una festa dolcissima: oggi si celebra il Jour du macaron! Ho colto l'occasione per cucinarli.
Sembrano difficili da preparare ma in realtà necessitano di un po' di tecnica e di qualche accortezza. Il risultato casalingo non raggiunge certo la raffinatezza dei macarons di pasticceria ma direi che compensa la difficoltà di reperimento dato che Parigi (e la Francia) non è proprio dietro l'angolo...
Ho scelto di farli solo alla vaniglia perché con questa ricetta se ne fanno ben 30-35!

Macarons alla vaniglia
Ingredienti
110 g farina di mandorle
225 g zucchero a velo
120 g albumi a temperatura ambiente (anche del giorno prima)
50 g zucchero semolato
1/2 bacca di vaniglia naturale o vanillina
Setacciare la farina di mandorle con lo zucchero a velo. Questo passaggio è molto importante per ottenere la giusta finezza dell'impasto, si può anche non fare ma i macaron risulteranno un po' granulosi.


Montare gli albumi con un pizzico di sale e da metà lavorazione, quando saranno gonfi, aggiungere senza smettere di sbattere, un cucchiaio di zucchero semolato alla volta fino ad ottenere una massa montata soda e lucida.


Aggiungere a questa meringa la miscela di mandorle e zucchero a velo e la vaniglia mescolando in senso orario con una spatola dall'alto verso il basso raccogliendo anche il composto dalle pareti. L'impasto deve risultare liscio, brillante e ricadere dalla spatola sollevata in circa 20 secondi formando un nastro continuo. Questo è un gesto fondamentale!


Mettere l'impasto in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia da 1 cm e depositarlo a piccoli mucchietti su una placca ricopertada un foglio di carta da forno. Per ottenerli tutti uguali si possono disegnare le sagome utilizzando uno stampo per biscotti da 3 cm e si deve terner conto che durante il periodo di asciugatura tenderanno ad allargarsi. Far asciugare a temperatura ambiente per non meno di un'ora. Verificare che siano pronti con la prova del dito: toccandoli l'impasto non si deve attaccare.


Infornare a 145-150°C per 12-13 minuti.
Sfornare i macarons e dopo alcuni minuti staccare i dolcetti.
Farcire i macarons a due a due con la crema alla vaniglia.


[Conservare in frigo in un unico strato coperti da un foglio di pellicola.]

Crema al burro alla vaniglia
Ingredienti
125 g burro a pomata
1 uovo + 2 tuorli
90 g zucchero semolato
aroma di vaniglia naturale o vanillina
Con questi ingredienti si ottengono circa 250 g di farcitura ma non si può farne di meno. La crema avanzata si può utilizzare per farcire una torta.
Preparare uno sciroppo con lo zucchero e 250 ml di acqua. Quando raggiunge la temperatura di 120° (palla media) spegnare il fuoco e lasciarlo arrivare a 110°. Cominciare a montare le uova ad alta velocità. Unire lo sciroppo a filo senza smettere di sbattere finché il composto diventerà tiepido (5 minuti circa) . Unire il burro e sbattere circa 5 minuti finché si otterrà una crema liscia. Unire la vaniglia e mescolare bene. Utilizzare metà dose per farcire i macaron (circa 30-35).
Bon appétit!

Ecco altri spunti che trovate on line: Mme Mercotte, vero punto di riferimento per gli amanti dei macaron e Pinella davvero appassionata!

giovedì 18 marzo 2010

L'allenamento efficace

Ok, siamo sempre più pigri, la fine della stagione invernale si fa sentire ma bisogna pur prepararsi alle fatiche domestiche primaverili. Propongo un allenamento davvero efficace che da' risultati confortanti: la polenta.


Qui non troverete la ricetta di una polenta qualsiasi: in casa nostra, date le origini di parte della famiglia, si cucina la polenta bergamasca preparata rigorosamente con farina di mais gialla bramata (macinata a grana grossa).
Gli ingredienti sono pochi: acqua, farina di mais bramata, sale grosso.
Per cuocere a puntino la polenta andrebbe utilizzato un paiolo di rame non stagnato, ottimo conduttore di calore e andrebbe rimescolata con un mestolo molto lungo simile ad un bastone leggermente appiattito in fondo. Ma per non trovare scuse che rimandino questa fatica ad altri momenti... il paiolo di rame può essere sostituito con un paiolo antiaderente o con una grande pentola a pareti alte con fondo pesante e il “bastone” da un comune mestolo a spatola un po’ lungo.
Quello che non può mancare è l'olio di gomito, indispensabile in molte altre ricette, come ci dice Sabrine: vi assicuro che è un ottimo lubrificante per articolazioni e muscoli e fa parte integrante del nostro allenamento.

Procedimento
Portare a bollore nel paiolo 2 litri d’acqua e salarla con 1 cucchiaio di sale grosso circa. Abbassare la fiamma e creare un "vortice" nell'acqua, versare a pioggia la farina "finché ne riceve l'acqua" mescolando bene e cercando di non fare grumi. Le proporzioni sono più o meno acqua pari a quattro volte il peso della farina (es. 4 lt di acqua per 1 kg di farina) ma io vado ad occhio: ad un certo punto si nota che la farina non assorbe più acqua.
A questo punto comincia l'allenamento vero e proprio: la polenta si cuoce per almeno 40-50 minuti a fuoco non troppo basso, mescolandola spesso con un gesto in senso orario dall'alto verso il basso e poi si lascia "sbuffare". Consiglio di prendere un bel respiro prima di mescolare. Vedrete che braccia toniche e che pettorali...
La polenta è cotta quando si stacca perfettamente dalle pareti del paiolo.
Una volta pronta si può voltarla con un colpo secco sul tagliere di legno oppure si può fare come facciamo in casa nostra: si versa la polenta in un recipiente capiente non in metallo (diventerebbe molto bollente!) leggermente inumidito come ad esempio un'insalatiera o una ciotola grande, e con le mani ben bagnate si "picchia" la superficie per evitare che si creino spazi vuoti, poi si capovolge il tutto sul tagliere: la polenta in questo modo assume una bellissima forma regolare.
Per tagliarla non si usano lame di metallo, ma coltelli di legno. Per avere delle fette nette sarebbe meglio usare un filo bianco di cotone da cucito.
L'allenamento è finito: fatica e sudore saranno ripagati ampiamente da una fetta abbondante di polenta consistente ma morbida che vi consiglio di mangiare solo con burro e grana padano grattuggiato...
Bon appétit!
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Menu settimanale
giovedì: insalata con pollo arrosto
venerdì: torta 100 formaggi, catalogna in insalata
sabato: riso con verdure [pranzo] - sedani gratinati [cena]
domenica: spezzatino di vitello con piselli, polenta, torta semplice alla vaniglia [pranzo] - panini [cena]
lunedì: minestra primaverile
martedì: lasagne con ragu bolognese, lattuga in insalata
mercoledì: piccatine di pollo al limone, spinaci in insalata

lunedì 15 marzo 2010

Fa' la cosa giusta! - Milano 2010


Ieri pomeriggio sono riuscita dopo varie peripezie ad andare in fiera a Milano per Fa’ la cosa giusta! con la mia amica Glenda.
La prima volta che si visita una fiera lascia un'impronta indelebile: o piace o non piace... ho fatto un’esperienza davvero entusiasmante: penso che ci tornerò tutti gli anni.
Non ho approfittato in pieno di tutte le iniziative proposte perché quest'anno abbiamo preferito fare un giro esplorativo non troppo lungo. Quindi non ci siamo soffermate ad ascoltare conferenze e presentazioni.
Siamo passate velocemente tra gli stand del turismo sostenibile - forse Glenda si sarebbe soffermata di più :-( - perché sinceramente di viaggi noi se ne fa pochini e a costo davvero low (in tutti i sensi) e tra gli stand della cooperazione e del volontariato internazionale  (ho una sorella che se ne occupa!!!).
Ho acquistato libri, ascoltato progetti educativi, fatto confronti sui pannolini ecologici e su altre proposte, ammirato l'inventiva di chi da quello che noi consideriamo scarto riesce a creare oggetti suggestivi e nuovamente utili, assaggiato prodotti biologici gustosissimi e fatto incetta di materiali, depliant e informazioni che dovrò rielaborare con calma nei prossimi giorni...
Purtroppo non sono riuscita a incontrare Alchemilla e Giulia, sarà per un'altra volta.

Tutti riconosciamo che il nostro lavoro è modesto, ma la somma dei nostri modesti lavori è straordinaria
Bill Mollison

giovedì 11 marzo 2010

La felicità è una scoperta di tutti i giorni

Dopo tanti anni scopro ancora che mi rende felice svegliarmi accanto a lui, tutti i giorni.
Questa sera ho voluto accompagnare il suo rientro a casa con un primo squisito e finire con un dessert, una nota dolce dopo una lunga giornata di lavoro. Gli ingredienti sono pochi e la realizzazione facilissima tanto che questo menu si può improvvisare anche in caso di ospiti inattesi…

Orecchiette broccoletti e pancetta
 
 Ingredienti
350 g orecchiette
2 broccoletti
80 g pancetta affumicata a cubetti
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere vino bianco
3 cucchiai olio extravergine di oliva
1 peperoncino
sale
Pulire i broccoletti, dividerli in cime e lessarli per 3 minuti, mantenendoli al dente.  Lessare nell'acqua dei broccoli la pasta. Nel frattempo rosolare nell'olio caldo la pancetta, l'aglio a fettine e il peperoncino. Sfumare con il vino e quando sarà quasi evaporato unire i broccoletti e far insaporire facendo attenzione che le verdure non si disfino. Scolare la pasta e farla saltare in padella.
Servire caldissimo.

Budino di yogurt
 
Ingredienti
500 g yogurt intero
15 g gelatina in fogli
poco latte
40 g zucchero
Ammollare la gelatina in acqua fredda. Sciogliere lo zucchero nello yogurt. Scaldare il latte e sciogliervi la gelatina scolata e strizzata. Unirla allo yogurt mescolando bene. Versare in stampini monoporzione. Mettere in frigorifero. (Per almeno 4-5 ore per poterli sformare). Servirli.
Io li ho guarniti con poco sciroppo di lamponi, volendo si può accostare della frutta fresca o una salsa di fragole o more scroppate, secondo i gusti.
Bon appétit!
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Menu settimanale
giovedì: orecchiette broccoletti e pancetta, budino di yogurt
venerdì: pizzoccheri
sabato: ravioli ai funghi, spinaci in insalata [cena]
domenica: coniglio con puntarelle, dolce di arance [pranzo] - pizzette [cena]
lunedì: vellutata di cannellini, verdure in pinzimonio
martedì: pasta ai carciofi gratinata, cicoria Milano in insalata
mercoledì: braciola di maiale alla griglia, patate al forno

giovedì 4 marzo 2010

Viva Vivaldi

Oggi ricorre l'anniversario della nascita di uno dei massimi musicisti e compositori italiani del periodo barocco: Antonio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678).
Non possiamo che celebrare questo avvenimento con l'ascolto di un brano famosissimo che ci anticipa la prossima stagione...
Mentre ci lasciamo trasportare dalle note di una primavera già annunciata possiamo metterci ai fornelli e improvvisare un dolce dal nome "musicale":

4/4 con caramello al burro salato


Ingredienti
3 uova + 1 tuorlo
il peso delle uova di farina
idem di zucchero
idem di burro morbido
1/2 bustina di lievito
Montare in una capace terrina il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida. Unire un uovo alla volta facendo attenzione ad aggiungere il successivo quando il primo è ben incorporato. Setacciare farina e lievito e unirli al composto. Versare il tutto in una tortiera imburrata e infarinata. Cuocere in forno a 160° per 40 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare. 

Salsa al caramello e burro salato
Ingredienti
175 ml panna
125 g zucchero
20 g burro salato
In un padellino lasciar fondere lo zucchero. Quando avrà preso un colore leggermente ambrato (che non bruci), unire la panna e il burro. Mescolare bene facendo attenzione agli schizzi bollenti.
Lasciare raffreddare e usarla per farcire il 4/4 o servirla a parte.
Bon appétit!
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Menu settimanale
giovedì: tagliatelle con ragu di chiodini, broccoletti al vapore, 4/4 con caramello al burro salato
venerdì: pizza acciughe, basilico e fiordilatte, pizza al tonno
sabato: risotto salsiccia e zafferano, radicchio in insalata [pranzo] - frittata semplice, spinaci al burro [cena]
domenica: pollo alla diavola, patate al forno, torta di mandorle [pranzo] - panino [cena]
lunedì: zuppa d'orzo con fagioli
martedì: pasta panna e prosciutto gratinata, lattuga in insalata
mercoledì: salsicce con olive, polenta, catalogna saltata

lunedì 1 marzo 2010

Golosità profumate anti-tristezza


Luca non ha fatto in tempo a scendere dall'aereo - quasi - e già avevo in mano una golosità che amo appassionatamente: i macarons. Sono dei dolcetti squisiti: due piccole conchiglie rotonde leggermente croccanti che racchiudono un ripieno fondant sempre profumatissimo e dai colori e dai gusti più disparati. La maison Ladurée ne produce più di 26 tipi differenti. Questa volta ne ho assaggiato uno che mi ha colpito particolarmente: un piccolo momento d'estasi ai fiori d'arancio.
Tempo fa ho provato a farli con un discreto successo e mi sono ripromessa di rifarli... devo solo scegliere il gusto.
Insieme ai macaron mi sono stati regalati due tipi differenti di tè: un'altra mia passione. Luca li ha scelti per me insieme al nostro amico Max nella maison Dammann Frères. Due miscele molto diverse tra loro: Paul& Virginie (n.11), un dolcissimo tè nero con frutti rossi e vaniglia che prende il nome dal celebre romanzo di J.H. Bernardin de Saint-Pierre, e uno stupefacente Earl Grey Yin Zhen (n.0), un profumatissimo tè nero cinese con punte di tè bianco e olio essenziale di bergamotto di Calabria, girasole e fiordaliso.
Non ho saputo resistere e ho assaggiato il tè ai frutti rossi. Io generalmente non amo i tè con frutta ma questo sembra una spremuta di frutta con un restrogusto leggerissimo di tè, una meraviglia.

Direi che la lunga e triste assenza del marito è stata dimenticata, anzi, sarebbero graditissimi tanti ritorni con doni come questi...