domenica 9 maggio 2010

Giardini e no

Ricostruire un pezzetto del mondo fiorito: dovrebbe essere lo scopo di ogni giardiniere.


 Che dovrà iniziare con il cuore leggero e gli occhi ben aperti - lo stesso stato d'animo che si prova all'ingresso di un bosco - pur con la coscienza di quanto tortuoso, e faticoso, sarà il cammino da percorrere.


Diventare giardinieri significa tentare, sbagliare, incaponirsi, provare grandi delusioni e piccole soddisfazioni che incoraggiano a sbagliare di nuovo...


Ma significa soprattutto aprire le orecchie, annusare, identificare il ritmo e la voce segreta di un luogo, per abbandonarvisi e assecondarli.


Il giardino non può nascere da una violenza esercitata sulla terra - nemmeno quello più formale. Fare un giardino è arrendersi fino al punto di dimenticare se stessi. E' obbedire.


(Umberto Pasti, Giardini e no. Manuale di sopravvivenza botanica, Bompiani, 2010)

2 commenti:

  1. Ho sentito tempo fa una intervista all'autore ... bellissimo il concetto della non imposizione della propria volontà ma del cercare la comprensione , la lettura di un luogo per poi saper dare a quel luogo ciò che vi crescerà in armonia con le altre essenze , il clima , l'esposizione ... Bellissimo. E' un concetto di giardino "naturale" che adoro... un concetto che comprende l'amore per la vita vegetale ed animale ... Un abbraccio

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  2. @ Stefania: è vero è un concetto bellissimo purtroppo difficile da vedersi applicato!

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