mercoledì 27 gennaio 2010

Memento


Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore.
Stando in casa andando per via.
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

(immagine: Helga Weissova; citazione Primo Levi, Se questo è un uomo)

2 commenti:

  1. Non mi è ancora capitato di parlare dell'Olocausto ai miei figli, anche perché penso che non capirebbero. Soprattutto, non capirebbero come si fa a discriminare tanta gente neanche sulla base dello stile di vita diverso (non giusto, ma più comprensibile), ma proprio sulla base del sangue, dell'ascendenza. Come se qualcuno dicesse: tutti quelli che hanno il gruppo AB nei forni. Ma come? perché?
    I miei figli non lo capiscono, perché non si pongono nemmeno il problema di parlare una lingua diversa, figurati quello della pelle o del sangue. Faccio fatica a capirlo io...
    E però poi, quando sento che la nonna di mio marito non vuole conoscere mia cognata perché è nera e africana, capisco che sono io a vivere nel mondo dei sogni, perché tanta gente si aggrappa ad ogni piccolezza per giustificare la propria paura e la propria cattiveria.

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  2. Prima o poi troverai le parole, purtroppo dovrai farlo. Abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni il nostro passato per quanto difficile possa essere. Abbiamo bisogno di conoscere l'orrore perché ne scaturisca un giusto riscatto.
    Nel nostro presente ci sono ancora in atto atrocità inimmaginabili e piccole azioni ignobili: non possiamo stare a guardare.

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